“Dalle dichiarazioni rese dall’onorevole Endrizzi, a mio modo di vedere, trapela con chiarezza l’orientamento della parte politica alla quale il medesimo appartiene. Mi sembra ormai chiaro come la linea che sta seguendo il Governo non sia attribuibile a mera svista o dimenticanza del comparto giochi e scommesse, fatto questo che sarebbe comunque grave, bensì ad un disegno finalizzato a procrastinare volutamente la ripresa delle attività, con il proposito di fondo di provocarne in qualche modo l’eliminazione  o, quantomeno la forte e riduzione sotto il profilo dell’offerta”. E’ il commento dell‘avv.Marco Ripamonti, impegnato nella tutela di CGSS (Confederazione Gestori Sale Scommesse), sulle dichiarazioni del senatore Giovanni Endrizzi circa la riapertura delle attività di gioco nella Fase-3.

In definitiva, mi sembra innegabile che il Governo si stia avvalendo dell’immenso potere di cui ha potuto disporre grazie allo strumento del DPCM per conseguire un risultato che, diversamente, potrebbe ottenersi con i numeri in Parlamento ben difficili da raggiungere, in considerazione della rilevanza erariale delle entrate del gioco e delle scommesse e della impossibilità di annientare un sistema gioco legale che ormai, da due decenni almeno, se prendiamo come die a quo l’entrata in vigore della AWP, ha consentito a moltissimi lavoratori e relative famiglie di potersi  realizzare. Parlare genericamente di “riconversione” di un settore, mi spiace doverlo dire, significa non conoscerne le connotazioni. Peraltro, non risponde a realtà che il settore non sia regolamentato, come sembra asserire l’onorevole Endrizzi. Il settore è, per converso, regolamentato persino in modo eccessivo, con una stratificazione di leggi e decreti impressionante. Anche sulla libertà di stabilimento e prestazione dei servizi in materia di giochi e scommesse suggerirei all’intervistato la lettura di tutta la giurisprudenza comunitaria formatasi nel tempo, in particolare riguardo al divieto di discriminazione ed alla proporzionalità ed adeguatezza delle misure di contenimento.  Mi sorprende, peraltro, che l’onorevole non abbia riflettuto in modo appropriato ed approfondito sull’importante assist che il Governo sta concedendo alla criminalità organizzata, che si sta trovando davanti ad una prateria a disposizione. Piaccia o no è illusorio che dopo venti anni di gioco a vincita in denaro e scommesse di ogni tipologia si possa ipotizzare di azzerare il tutto. E la Storia ci dice il proibizionismo non ha mai prodotto i risultati sperati.

Ritengo, inoltre inappropriato che venga condizionata la riapertura non solo al rischio contagio Covid, ma ai dati sulla ludopatia. Mi chiedo cosa c’entrino ora. Una operazione di questo genere è fuori di ogni logica costituzionale ed è a dir poco proditoria e pretestuosa.  Ciò che, invece, apprendo con rammarico è il tenore dell’ordinanza resa dal Tar Lazio sul ricorso di Snaitech che, certamente, consente al Governo di guadagnare un punto all’attivo. Non conosco il tenore degli atti del procedimento, non essendomene occupato, ma l’ordinanza del Tar non mi sembra condivisibile alla luce delle scelte governative attuate in altri settori ben più a rischio”, conclude Ripamonti.