“La politica ha agito in modo scorretto, demagogico e populista. In tutti i partiti c’è chi pensa che il gioco sia un aspetto da combattere. Il problema è quando da singole posizioni soggettive si passa ad un’isteria generalizzata. Ci sono stati partiti che hanno fatto la lotta al gioco pubblico. Di per se il gioco non è una patologia, per me non è nè un bene nè un male. Io quindi sono fiero di essere qui con voi. Le vere patologie sono due, l’illegalità e le ludopatie. Voi operatori del gioco legale siete i primi avamposti per la tutela della legalità e la lotta al gioco patologico”.

Lo ha detto il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi (nella foto), intervenendo al convegno “Gioco legale: la necessità di riordino” organizzato a Roma dall’Istituto Milton Friedman, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Esercenti Giochi Pubblici (EGP-Fipe), del Sindacato Totoricevitori Sportivi e della Federazione Italiana Tabaccai.

“La riforma del settore deve provenire prima di tutto da proposte, anche da parte vostra. Serve una proposta chiara e inequivocabile, che non si caratterizzi esclusivamente per l’interesse della vostra categoria, ma dell’intera nazione. A quel punto noi della politica saremo in grado di meglio supportare questa battaglia. Vogliamo ghettizzare il gioco nelle periferie con distanze impossibili da scuole, chiese, ecc.? Questo è un altro elemento su cui dobbiamo ragionare, non mi sembra che facendo in questo modo si combattano le ludopatie. I lockdown imposti al gioco, in modo incomprensibile, hanno fatto brindare l’illegalità e le mafie. Il giocatore patologico non è rimasto a casa a leggere il quotidiano, ma è andato a giocare nelle bische clandestine, dove le ha trovate, o sull’online”.