“Data la chiusura delle attività di gioco durante il lockdown i trend emersi dalla ricerca erano attesi. Era invece difficile quantificare a priori l’entità di tutte le variabili considerate. Agivamo in un contesto di incertezza multidimensionale. Questo studio è estremamente utile per la quantificazione delle variabili”.

E’ quanto dichiarato dalla Prof.ssa Emanuela Randon (nella foto), Docente del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Bologna, alla tavola rotonda sul primo rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia – ad opera della Luiss Business School e Ipsos – finalizzato a ricostruirne la filiera, comprenderne gli impatti economici e sociali e analizzare il comportamento del consumatore che, anche in conseguenza delle restrizioni legate al Covid-19, si è rivolto in alcuni casi ai canali illegali.

“Per quanto riguarda gli effetti economici dovuti al gioco illegale ci sono questioni che sono note e altre che emergono dallo studio. Ad esempio è noto che il gioco illegale sottrae risorse allo Stato, non permette la riscossione delle imposte ed è fonte di concorrenza sleale. Tra le novità invece emerge la forte crescita del gioco online e la nuova offerta di giochi concomitante allo sviluppo di tecnologie digitali. Va monitorata con attenzione questa nuova offerta, deve essere intercettata, regolarizzata attraverso l’espansione di opportunità legali di gioco. Tra le novità c’è anche il gioco illegale inconsapevole, addirittura il 45% dei giocatori non si è preoccupato di controllare la legalità del sito, questo sembra suggerire la necessità di introdurre strumenti culturali e informativi per ridurre il gioco illegale inconsapevole. Servono strumenti repressivi e sanzionatori ma anche strumenti che disincentivino il gioco illegale inconsapevole”.