“L’idea di un’app che monitora le attività di gioco legali toglie degli alibi. Infatti il comportamento illegale ha spesso alla base la non conoscenza. Credo da noi ci sia un senso della legalità un po’ all’italiana, ossia asimmetrico, si è autoindulgenti ma si punta il dito verso gli altri. L’altro aspetto è la selettività, mentre c’è un accordo generalizzato sui reati contro la persona e la proprietà ci sono tanti reati che non sono giudicati tali dalle persone, basti pensare al codice della strada. Ci sono troppe contraddizioni. Più della metà dei giocatori illegali pensano che non verrano scoperti o puniti, questo è signfiicativo. Servono quindi strumenti per togliere gli alibi, ma soprattutto sanzioni e prevenzione”.

E’ quanto dichiarato dal Prof. Nando Pagnoncelli (nella foto), Presidente Ipsos Italia, alla tavola rotonda sul primo rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia – ad opera della Luiss Business School e Ipsos – finalizzato a ricostruirne la filiera, comprenderne gli impatti economici e sociali e analizzare il comportamento del consumatore che, anche in conseguenza delle restrizioni legate al Covid-19, si è rivolto in alcuni casi ai canali illegali.

“Bisogna far percepire ai consumatori che tramite il comportamento illecito il danno al settore legale è enorme. Il gioco tocca due italiani su tre. Affinchè questo sia divertente c’è gente che studia ed elabora proposte. Sarebbe opportuno far percepire le conseguenze dal punto di vista economico e sociale proprio per rendere più responsabile chi propoende per il gioco illegale”.