“Sul gioco legale i dati ci sono. C’è una tracciatura puntualissima. Dopo l’estate tramite l’apposita app ‘Gioco Sicuro’ daremo ai cittadini la possibilità di riscontrare i punti legali di gioco. Questo è fondamentale perchè così potremo effettuare l’attività di vigilanza nel migliore dei modi“. 

E’ quanto dichiarato dal Prof. Marcello Minenna (nella foto), Direttore Generale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito della presentazione – ad opera della Luiss Business School e Ipsos – del primo rapporto di ricerca sul settore del gioco in Italia finalizzato a ricostruirne la filiera, comprenderne gli impatti economici e sociali e analizzare il comportamento del consumatore che, anche in conseguenza delle restrizioni legate al Covid-19, si è rivolto in alcuni casi ai canali illegali.

“Oltre al gioco legale e a quello illegale il problema è che c’è anche un’attività che io definisco legalmente vestita. Cioè quella che si presenta sul territorio confondendo un po’ le idee. Ecco che quindi c’è chi falsifica i loghi dell’agenzia sugli scontrini, chi si presenta come una sala scommesse ma non lo è. Su questo il lockdown ha dato segnali di criticità, dato che oltre allo spostamento verso il gioco online, buona parte del gioco fisico che era legale è finito nelle mani della criminalità organizzata. Parte infine è andato su queste attività legalmente vestite. Oggi è operativo il Copregi, che è un comitato che coordina i vertici degli organi di polizia nell’azione di contrasto all’offerta illegale. Durante il lockdown sono stati effettuati controlli in oltre 80 Comuni con la chiusura di più di 250 sale illegali e sanzioni per alcuni milioni di euro. Era il periodo in cui c’era confusione, qualche giocatore pensava inconsapevolmente di poter giocare, anche se per legge le attività erano sospese, e qui si sono insinuate queste attività vestite da legali, che legali non erano. Purtroppo questo è un settore che, nell’esercizio del gioco illegale, consente di compiere molti reati di natura finanziaria che vanno repressi in ogni modo. La situazione è molto complessa. Credo si arrivato il momento di lavorare ad un testo unico sui giochi, lo stiamo facendo, per quanto ci riguarda, attraverso una serie di attività di confronto. I tempi sono maturi, serve dare un segnale di concretezza con un’attività il più snella possibile. Una constatazione oggettiva ci dice che la chiusura del gioco legale lascia spazio al gioco illegale.