“Per tutelare la salute, e l’economia, bisogna incrementare la vaccinazione. Se non bastasse il Green Pass andrebbe preso in considerazione l’obbligo” e il green pass va esteso a tutti i lavoratori “agli statali, alle forze dell’ordine e gradualmente a tutte le attività che prevedono assembramenti al chiuso”. Lo afferma – come riporta AdnKronos – Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica e consulente del ministro della Salute Speranza. “La pandemia potrebbe durare anni o finire nel 2023. I Paesi del G20 sanno che per superarla devono collaborare e pensano a un piano per sospendere i brevetti dei vaccini e costruire gli impianti di produzione delle dosi nei Paesi svantaggiati”.

Il governo sta pensando di allargare l’uso della certificazione per i dipendenti statali, per i lavoratori nei luoghi dove è già richiesto, per gli autisti e i passeggeri dei mezzi pubblici. Le regole verranno discusse in una cabina di regia programmata per la prossima settimana. Atteso per il 6 settembre l’incontro tra sindacati e imprese per le regole sul luogo di lavoro.

In un’intervista a ‘Il Messaggero’ il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli ha aggiunto: “Se si raggiungerà l’obiettivo del 90% di popolazione immunizzata, potremo pensare a riaprire tutto, a eliminare le limitazioni”. E il Green pass? Possibile eliminarlo come sta facendo la Danimarca? “Su questo sarei molto più cauto, so che c’è chi ritiene che il Green pass sia soltanto uno modo per incentivare la vaccinazione, ma io invece sono convinto che sia anche un importante strumento di salute pubblica”. Riguardo alla terza dose di vaccino, “non è per nulla scontato”, spiega Locatelli, che “sarà necessaria per tutta la popolazione”. In ogni caso, “se dovesse servire, l’Italia ha dosi sufficienti per i prossimi due anni per tutti i cittadini”.