Riapre domani l’ippodromo Arcoveggio di Bologna, ma il quadro che offre Marco Rondoni, direttore generale HippoGroup Cesenate spa, è tutt’altro che roseo. In un’intervista al Resto del Carlino ha spiegato: “Riapriamo le corse, ma lo faremo a porte chiuse. E lo facciamo in un momento in cui le difficoltà non mancano. Si riapre senza garanzie: le agenzie di scommesse sono chiuse, le sale bingo pure. E i nostri scommettitori sono poco inclini alla modalità online. E’ una stagione nella quale abbiamo dovuto fare i conti con 160-170 giorni di chiusura. Non sappiamo quando si potrà riprendere a regime e con quali modalità. Maturiamo dei crediti nei confronti del ministero, ma la situazione resta pesante: non incassiamo nulla. Il Covid ha imposto ulteriori costi: il triage, la presenza fissa di un medico, controlli severi ai quali ci siamo attenuti. Ma non abbiamo incassato nulla dalla biglietteria, dai ristoranti. Con una sensazione di drammatica incertezza. Dovessimo fare una scelta imprenditoriale, sarebbe meglio restare chiusi. I costi comunque lievitano. Domani in piazza del Popolo a Roma e in piazza Duomo a Milano contiamo di portare almeno 10mila persone. Lo Stato ci ha dimenticato. Il nostro è un settore nel quale lavorano 150mila addetti. Considerando le rispettive famiglie è un fenomeno che interessa 400mila persone. Mancano le prospettive. Solo il canone di affitto tra sale bingo e ippodromo comporta una spesa di 20-25mila euro al mese. L’amministrazione comunale è sensibile, ci aiuta. Ma non abbiamo lavorato 8 degli ultimi 12 mesi. Rischiamo di scomparire dai radar della gente. I ristoranti, che pure sono toccati da protocolli e dpcm, ogni qual volta riaprono, sono pieni. Non è così per noi. E questo ci spaventa. Resta il senso di inquietudine, di una situazione pesante per far fronte, comunque, a un’esposizione finanziaria. Nel nostro gruppo ci sono 150 persone in cassa integrazione da mesi, spero che il Governo si accorga di noi. Prevale la preoccupazione per l’indifferenza che vedo in giro. Spero che la manifestazione che coincide con la nostra riapertura, apra gli occhi a molti. Le nostre sono scommesse lecite, controllate dallo Stato”. In assenza di queste “si fa largo il gioco illecito, quello legato alla malavita, all’evasione. Abbiamo dimostrato di aver riaperto con grande attenzione verso le procedure. Misurazione della temperatura prima ancora che fosse resa obbligatoria, distanziamento, spazi ridotti. Grande efficienza. Speriamo davvero di essere presi in considerazione del nuovo Governo”.