Stando a quanto riferiscono diversi organi di stampa il presidente del Consiglio Draghi avrebbe chiesto al Cts di lavorare su “protocolli meno rigidi” che tengano conto anche della opportunità delle riaperture e la sostenibilità dei settori messi in ginocchio dalla pandemia.

E’ probabile che venga fatta una lista delle priorità, tenendo conto delle difficoltà di alcuni comparti ed evitando riaperture che potrebbero riverlarsi anti-economiche. Non aperture di facciata dunque ma vere e redditizie che possano così far ripartire economicamente i comparti. Chi rialza la serranda insomma, spiegano fonti del governo citate da AdnKronos, “deve poter fare cassa”, tutelando al contempo la salute dei cittadini.

Fin da queste ore si lavora per studiare come permettere a cinema e teatri, bar e ristoranti, palestre, fiere ed eventi, di ripartire in sicurezza.

Per questo si è cominciato a lavorare sui protocolli di sicurezza dei vari settori, a partire dal mondo della cultura e della ristorazione. Il Comitato tecnico scientifico ha iniziato dalle richieste di musei, cinema, teatri e spettacoli dal vivo. Il coordinatore del Cts Franco Locatelli e il portavoce Silvio Brusaferro hanno avuto un colloquio con il ministro della Cultura Dario Franceschini.

Secondo indiscrizioni il decreto sulle nuove riaperture dovrebbe essere pronto per il prossimo 26 aprile.