Atteso anche oggi il consueto monitoraggio settimanale sui dati del Covid in Italia della cabina di regia che potrebbe ridisegnare la mappa delle zone più o meno a rischio. Con il passaggio di ieri in giallo della Puglia sono intanto 17 le regioni, più la provincia autonoma di Trento, a poter godere di regole meno stringenti, comprese Lazio e Veneto che oggi dovrebbero veder confermata la permanenza nella fascia ‘soft’ grazie all’indice Rt sotto 1. E, con un Rt inferiore a 1, in giallo potrebbe passare anche la Sicilia. Rischio arancione, invece, per Toscana e Abruzzo e zona rossa dietro l’angolo per l’Umbria: a preoccupare sono infatti le varianti del virus in circolo sui rispettivi territori.

Sempre in giornata arriveranno poi le decisioni del Consiglio dei ministri, l’ultimo del governo uscente. E arriverà la firma sul decreto legge, che sembra ormai certo, per prorogare al 5 marzo il blocco degli spostamenti tra le Regioni. La misura, sostenuta dai ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari regionali Francesco Boccia, è caldeggiata dalle Regioni che però chiedono che nel nuovo Dpcm si valuti la possibile riapertura graduale di cinema, palestre e teatri. Tutti temi già sul tavolo, ma su cui si pronuncerà il nuovo esecutivo.

Nessun riferimento agli esercizi di gioco pubblico, attività commerciali tra le poche ad essere oggetto ormai da diversi mesi a sospensione totale, al pari delle discoteche e dei cinema per l’appunto.

Se però dovesse essere valutata la riapertura dei cinema (si parla di un massimo del 30% degli ingressi possibili) risulterebbe difficile giustificare una proroga delel chiusure per altre attività dove il rischio assembramento è sicuramente inferiore.

Bisognerà attendere comunque il parere del Cts che ieri ha parlato per tramite del suo coordinatore, Agostino Miozzo. In una intervista a Repubblica critica l’operato in questa pandemia degli amministratori locali e arriva a suggerire al prossimo presidente del consiglio lo scavalcamento. “A Draghi – dice – suggerirò il ricorso all’articolo 120 della Costituzione che prevede il potere di sostituzione del governo centrale laddove le autorità locali non garantiscano i diritti costituzionalmente previsti”.

“Ristoranti aperti? Solo con l’esercito a presidiare” – Una riapertura serale dei locali “sarebbe anche possibile se solo fossimo in grado di garantire un rigoroso meccanismo di controlli, cosa che fino ad ora non è stato”, prosegue ancora Agostino Miozzo. “Immaginate cosa può succedere se riaprono i ristoranti la sera ai Navigli o a Trastevere, ma c’è anche un’altra Italia che non può essere penalizzata – afferma -. Mi sono attirato le ire di molti amministratori locali che si sono visti imputare la responsabilità del mancato controllo per gli assembramenti. Ma è quello che chiederei al governo: un controllo efficace del territorio almeno per i prossimi due o tre mesi, con il contributo anche dell’Esercito, forze dell’ordine, polizia locale che stanno già facendo un lavoro straordinario. Basta vedere una divisa che agisca nei luoghi a rischio per scongiurare comportamenti irresponsabili”.

“Lockdown terapia più efficace contro la pandemia” – “La terapia più efficace”, contro il coronavirus, “sarebbe un lockdown totale per altri due mesi”, ma “non possiamo permetterci questa terapia: il Paese è in grave sofferenza con milioni di persone in stato di assoluta precarietà e il governo non è in grado di supplire alle necessita’”. In merito allo spostamento tra regioni, Miozzo assicura di essere “assolutamente” a una proroga del blocco “almeno fino a quando non sarà chiaro l’impatto delle varianti del virus. La mobilità potrebbe essere un drammatico veicolo di trasmissione”.