Nella mattinata di oggi il premier Conte illustrerà il decreto riaperture in consiglio dei ministri, poi, insieme ai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza farà il punto sui protocolli.

I governatori potranno infatti fissare le regole sulle distanze e altro in autonomia, sulla base

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dei dati del monitoraggio del rischio Sars-Cov-2, realizzato regione per regione secondo i 21 punti previsti dal decreto del ministro della Salute.

Dati che nella serata di ieri, in alcuni casi, non erano ancora arrivati.

Assumendosene la responsabilità di governatori potranno insomma fissare le regole, basandosi su parametri minimi da rispettare imposti dal governo centrale con le linee guida.

Conte illustrerà poi al Paese il nuovo provvedimento sulla Fase-2 che allenta le misure restrittive, un altro decreto della presidenza del Consiglio (secondo le ultimissime indiscrezioni), accompagnato però da un decreto legge di un solo articolo che serve a legittimare i poteri delle Regioni per riaprire le attività dopo il lockdown.

Con il passo in avanti dell’Abruzzo che ieri ha pubblicato l’ordinanza sulle riaperture, escludendo sale giochi e slot all’interno dei pubblici esercizi, si delinea quella che potrebbe essere una situazione tutt’altro che chiara, con enti locali autorizzati a fissare regole proprie.

Il rischio è che, in mancanza di indicazioni per la maggior parte delle attività (e il gioco legale è tra queste), un’ opportunità di riapertura rischia di trasformarsi in un ostacolo. Niente di più facile, per i decisori locali, di evitare di assumersi la responsabilità di riaprire tutto quello su cui il Governo centrale, fino ad oggi, ha evitato di decidere.