Dopo il Coronavirus sarà una riapertura graduale e scaglionata, con una possibile data della ripartenza che potrebbe essere fissata per il 4 maggio 2020. Il Comitato scientifico che coadiuva il Governo non si è ancora espresso e gli scienziati sono ancora dubbiosi sulla possibile evoluzione dell’epidemia, ma i numeri registrati negli ultimi giorni fanno ben sperare.

L’ipotesi è quella di consentire ad alcuni settori dell’imprenditoria e del commercio di ricominciare a lavorare già subito dopo Pasqua. Per tornare nei parchi pubblici, o nelle scuole, nelle università o negli uffici, però, occorrerà attendere. Una riapertura per aree geografiche e soprattutto per fasce d’età. E’ quella a cui pensa il governatore della Liguria Toti. “Subito al lavoro gli under 50, maggiori tutele per gli over 50 e per quelli con problemi di salute, protezione assoluta per gli anziani e le categorie fragili. Per questi ultimi, possiamo immaginare che il lockdown duri qualche settimana in più”, propone in un’intervista ad Avvenire . “Il governo ci pensi: puntiamo sulla generazione nata dopo il 1970 per riaccendere i motori del Paese” aggiunge. “Bisogna spazzare via, una volta per tutte, la burocrazia. Bisogna far ripartire i cantieri – sottolinea -. E allora dico: via codice degli appalti, via gare europee, via controlli paesaggistici, via certificati Antimafia, via tutto. Almeno per due anni. Ci sono gruppi affidabili e lavori da fare: io dico ‘partano subito'”. Per Toti “serve un modello di ricostruzione post-bellico. Rischi? Ci sono e terremo la guardia alta, ma il coronavirus ha alzato la soglia di moralità, la gente ha capito che le cose vanno fatte bene e che le leggi vanno rispettate. Io mi fido”.