“Gambling e gaming saranno materie dello stesso ambito da qui ai prossimi anni. Non dobbiamo temere la tecnologia o l’Intelligenza Artificiale. La percezione è uno dei motori delle politiche di regolamentazione e il gioco non sfugge a questa regola. Molte ricerche, del resto, sono basate proprio sulla ‘percezione’. L’industria non può non tener conto di tutto questo, così come del fatto che è necessario avviare un processo di cambiamento“.

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Sono parole di Philippe Vlaemminck, avvocato dello studio PharumLegal ed esperto di gaming. “Alle imprese è richiesta la sostenibilità, e per quelle che operano nel gioco la ‘sostenibilità’ e questo. Dobbiamo investire, investire anche nel cambiamento. Nel settore del gioco poi il concertto di resposabilità è uno standard minimo richiesto”, ha concluso  Vlaemminck a conclusione dei lavori della conferenza Responsibility in gaming che si è tenuta oggi a Bruxelles. dal nostro inviato a Bruxelles NB