Francesco Rodano, Chief Policy Office di Playtech, ha aperto oggi i lavori della Conferenza Responsibility in gaming, evento che si tiene a Bruxelles e che riunisce i maggiori esperti di gambling e gaming per parlare di politiche di gioco responsabile.

“Con l’apertura dei mercati del gioco rispetto al modello di monopolio si è registrata una reazione negativa del pubblico”, ha detto Francesco Rodano, Playtech, introducendo la prima sessione di lavori. “Come risposta i governi hanno cominciato ad introdurre restrizioni al mercato, come ad esempio il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo in Italia, nel luglio scorso, con il decreto Dignità. Se prendiamo ad esempio il mercato italiano e quello inglese possiamo vedere come la stampa, pressochè quotidianamente, attacca il mercato del gambling con titoli ad effetto, come quando si scrive che il gioco d’azzardo distrugge le famiglie. Come si pensa di proteggere i giocatori? In Italia il governo Lega Cinque Stelle ha introdotto il divieto di pubblicità. Misura che, secondo i sondaggi, ha registrato un certo consenso tra gli italiani. E non solo tra quelli che sostenevano il governo. Atteggiamento che ritroviamo in altri Paesi, come in Belgio, dove il 28 per cento della popolazione ha una negativa percezione del gioco d’azzardo”. “Anche il governo francese si pone il problema della tutela del giocatore, considerando il dato emerso da una ricerca secondo cui la revenue che derivano dai giocatori problematici diminuirebbero se si introducessero forme di protezione”. “Cosa possiamo fare? L’intelligenza artificiale può aiutare? “, si chiede Rodano aprendo il dibattito sulle possibile forme e soluzioni di gioco responsabile.

“Basti pensare ai risultati ottenuti con il robot creato da Facebook che ha sfidato e battuto i più grandi giocatori di poker, naturalmente bluffando. E’ stato possibile farlo ‘leggendo’ nella mente dei giocatori per interpretarne i comportamenti. Se lo si è potuto fare con i giocatori professionisti allora sarà possibile farlo anche con i giocatori problematici, che oggi rappresentano, inevitabilmente, quelli che generano gran parte del fatturato del gioco”. dal nostro inviato a Bruxelles NB