Il 4 gennaio è stata resa nota la posizione dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli che, accettando l’interpretazione avanzata dai legali di un esercente, ritiene che anche i bar possano reinstallare le slot, qualora queste fossero già presenti all’entrata in vigore della precedente norma approvata nella scorsa legislatura guidata dal centro-sinistra, in base alla quale le macchinette erano state eliminate da tutti gli esercizi vicini ai luoghi sensibili. Su questo tema di grande attualità per il settore del gioco, dopo qualche giorno di riflessione, sono intervenuti vari rappresentatni dell’attuale minoranza, che non hanno fatto mancare le proprie critiche.

“I danni della nuova legge voluta da Cirio e Lega non si fermano. Un’interpretazione di questo tipo è inaccettabile – spiegano i consiglieri regionali del PD, Diego Sarno (Portavoce del partito in Commissione Legalità) e Domenico Rossi (Vicepresidente Commissione Sanità) -, poiché riporterebbe la stessa situazione ante 2016: un’offerta sempre più pervasiva e dilagante che, come ormai acclarato aveva fatto aumentare la domanda e di conseguenza patologie e rischi collegati al gioco. L’esclusione delle macchinetta dai bar era una precisa volontà del legislatore, condivisa in Consiglio Regionale al termine di una lunga battaglia condotta in aula dalle opposizioni. Il Piemonte resta per ora l’unica regione in Italia in cui le slot non possono tornare nei bar e questa condizione va difesa. Se la dicitura presente in legge crea qualche dubbio interpretativo è necessaria una modifica legislativa che chiarisca in maniera inequivocabile la faccenda. Nelle prossime ore presenteremo un nostro emendamento così da eliminare ogni dubbio. Resta anche da approfondire come mai la Regione scriva riportata nelle FAQ di aver condiviso con l’Agenzia delle Dogane questa interpretazione mentre la stessa Agenzia smentisce che questo sia accaduto. Anche su questo presenteremo un’interrogazione. Le istituzioni non possono permettersi superficialità, soprattutto quando si parla della salute dei cittadini”.

Duro il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, che commentando la dichiarazione della direzione territoriale dell’Adm, secondo cui “l’iscrizione al Ries è da ricomprendere tra le autorizzazioni che accertano l’esistenza dei presupposti di legge per esercitare una certa attività” e la Regione avrebbe fornito “un’interpretazione molto restrittiva”, ha affermato: “Apprendo dagli organi di stampa che l’Agenzia Dogane e Monopoli avrebbe interpretato in modo assai discutibile la nuova normativa sul gioco d’azzardo, già pessima: sì alla reinstallazione delle slot machine non solo nelle tabaccherie e nelle sale specializzate, ma anche nei bar. Significherebbe migliaia di apparecchi in più in Piemonte. Inaccettabile! La Giunta promette approfondimenti normativi, ma il punto è un altro: questa legge non può che produrre una moltiplicazione incontrollata degli apparecchi, oltre alla megasanatoria per le grandi sale slot e scommesse che non hanno rispettato le regole, con effetti economici e sociali gravissimi a maggior ragione nell’attuale crisi pandemica. Il ‘Riparti Slot’ ha cancellato tutto ciò che di buono si era fatto. In questi mesi associazioni, sindaci ed esponenti della società civile hanno mostrato la loro profonda preoccupazione e non sono stati ascoltati. La nuova legge piemontese presto dovrà comunque tornare in Aula per recepire le osservazioni del Governo: abbiamo subito un’occasione per smantellare questo scempio e tornare alla normativa del 2016, l’unica che tutelava la salute delle persone”.

Sulla stessa linea i rappresentati del M5S: “E’ ormai evidente – hanno tuonato il capogruppo Sean Sacco e i consiglieri Sarah Disabato e Ivano Martinetti – la necessità di modificare nuovamente la legge regionale sul gioco d’azzardo alla luce dell’interpretazione data dall’Agenzia Dogane e Monopoli che permetterebbe l’installazione delle slot nei bar del Piemonte. E’ l’ennesima dimostrazione di come questa nuova legge, voluta dal centrodestra contro il parere di associazioni e amministratori locali, produca non solo gravi danni al tessuto sociale con il via libera al far west delle macchinette, ma determini anche dubbi interpretativi non di poco conto. Arrivati a questo punto pensiamo sia quantomeno opportuno mettere mano nuovamente alla legge, in modo da escludere le slot almeno nei bar del Piemonte. Questo non basterà di certo ad arginare gli effetti devastanti della legge voluta dal centrodestra che ha smantellato la precedente normativa del 2016 (approvata con importanti proposte del Movimento 5 Stelle), ma almeno contribuirà a fare chiarezza ed evitare al rientro del gioco d’azzardo nei bar della nostra regione”.

Sul tema è intervenuta anche l’associazione Libera Piemonte: “L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso una nota interpretativa alla legge sul Gioco d’Azzardo Patologico della Regione Piemonte, entrata in vigore lo scorso luglio, autorizza la reinstallazione degli apparecchi da gioco anche nei bar privi di licenza tabacchi, previa titolarità di autorizzazione rilasciata dall’Agenzia stessa. Un fatto grave che apprendiamo dagli organi di stampa e dal dibattito in Corso in Consiglio Regionale. L’interpretazione, datata 4 gennaio, è in contrasto con le linee contenute nella nuova legge regionale, votata per cancellare il precedente impianto normativo che abbiamo difeso perché in grado di arginare la diffusione del gioco d’azzardo patologico. Questa nota delle Agenzia delle Dogane e dei Monopoli cancella le rassicurazioni che abbiamo avuto dalla Regione Piemonte. La maggioranza a sostegno della nuova legge, infatti, ha escluso che gli apparecchi da gioco sarebbero stati riaccesi anche nei bar. Ci siamo opposti a questa legge perché temevamo il proliferare delle slot machine nel territorio piemontese e, nostro malgrado, è ciò che sta accadendo. Denunciamo, con forza, l’ennesimo atto che lede la salute dei cittadini piemontesi, perché il rischio che gli apparecchi da gioco vengano riaccesi anche nei bar – dopo aver rivisto la reinstallazione nelle tabacchie e la riapertura della sale – è altissimo. L’attuale legge, come temevamo, favorisce l’espansione del gioco sul territorio piemontese, senza prevedere tutele per i soggetti fragili, senza un’azione seria contro le dipendenze (nessuno degli impegni di prevenzione disciplinato nella norma è ancora stato attuato), mettendo al primo posto gli interessi economici di un’unica categoria a discapito della salute dei cittadini e delle cittadine”.