Cautela. E’ la parola d’ordine con la quale le Regioni hanno risposto alle richieste del governo circa le misure da adottare in vista della scadenza dell’ultimo DPCM sul contenimento della diffusione del virus.
“Finita ora la riunione con il Governo- scrive nella notte il governatore della Liguria Giovanni Toti. “Le Regioni hanno concordato sul fatto che stiamo vivendo ancora un momento complesso, in cui il tasso di diffusione del virus è tornato a crescere, in Europa come in Italia. In più non sono ancora noti tutti i risvolti della cosiddetta “variante inglese”, con un maggiore tasso di contagiosità.
Di fronte a tutto questo, è giusto tornare alle cosiddette zone gialla, arancione e rossa, ma occorre rivedere i criteri. Oltre al criterio dell’Rt come proposto dal Governo, occorre però, per avere corretti dati per decidere, considerare anche la classificazione dei tamponi, contando quelli antigienici, il tasso di incidenza del virus e il numero di pazienti negli ospedali. Altrimenti si rischia di avere delle classificazioni regionali ingiuste e penalizzanti, o addirittura assurde, che puniscono chi fa più tamponi.
Inoltre, dove saranno prevedibili e necessarie nuove misure restrittive, è inutile riaprire le scuole superiori per pochi giorni, magari due, per poi richiudere. Questa sarebbe solo una decisione politica voluta da qualcuno nel Governo per mettere la propria bandierina, senza nessun vantaggio per gli studenti e con molti ulteriori disguidi per le famiglie.
Domani continuerà il confronto sia per le regole che varranno dal 7 al 15 gennaio, sia sul nuovo Dpcm che varrà dal 16 gennaio per le settimane a venire”.
Potrebbe essere prorogata con un provvedimento ponte la scadenza del decreto natalizio, al momento prevista alla mezzanotte del 6 gennaio. Le due ipotesi in campo sono quella di mantenere in vigore le misure vigenti fino al 15 gennaio, data di scadenza dell’ultimo Dpcm, oppure di tornare in zona gialla per il 7 e 8 gennaio, per poi passare alle misure della fascia arancione o rossa il weekend del 9 e 10 e, successivamente, sulla base del monitoraggio, assegnare le fasce per la settimana seguente. Allo studio anche una zona bianca, con riapertura di cinema e palestre.
Su proposta del ministro alla Cultura Dario Franceschini, si sta esaminando anche questa ipotesi. La zona riguarderebbe solo le regioni con i 21 parametri migliori e sarebbe comunque legata al rispetto delle misure base di contenimento del coronavirus: mascherina obbligatoria, distanziamento e divieto di assembramento. In queste zone tornerebbero ad aprire con orario normale anche bar e ristoranti.
Va ricordato inoltre che a metà gennaio scadono le disposizioni del Dpcm (Decreto del presidente del Consiglio dei ministri) del 3 dicembre. Servirà un altro Dpcm per regolamentare l’eventuale riapertura delle attività di palestre, piscine, cinema, teatri, centri estetici e di tutte le attività al momento chiuse.In questo caso il problema sembra rappresentato soprattutto dalle file agli ingressi. Problema che non dovrebbe riguardare le sale giochi o le sale bingo dove , con le misure previste da protocollo, il problema affollamenti sarebbe più che remoto.