Luca Zaia (nella foto) registra il 70-74% agli exit poll per la Regione Veneto. Una valanga contro la quale nulla può il 16-20% per il centrosinistra di Lorenzoni. Cappelletti (M5S) registra il 2-6% mentre Bartelle (Lista Civica) lo 0-2%.

Tra i temi che dovranno essere affrontati c’è sicuramente quello del gioco pubblico, con particolare riferimento alle limitazioni orarie. L’attuale legge approvata lo scorso settembre ha previsto il riordino della dislocazione delle slot machine sul territorio, riducendone la distanza dai luoghi sensibili. Si è passati, infatti, dai precedenti 500 metri in linea d’aria ai nuovi 400 metri pedonali. E oltre a scuole, ospedali, impianti sportivi, luoghi di culto che erano già sotto la ‘tutela’ della normativa, è stato stabilito che la ‘distanza di sicurezza’ comprendesse anche istituti di credito e sportelli bancomat, così come esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro. Altre novità introdotte dalla legge sono il divieto di oscurare le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco e l’applicazione di restrizioni alla navigazione attraverso la rete wireless pubblica sui siti web per il gioco d’azzardo online. Allo stesso tempo possono essere studiate delle forme premianti per le attività che non installano o tolgono del tutto i dispositivi di gioco. Infine al comune è data la possibilità di prevedere delle sanzioni accessorie per sospendere l’attività tramite apposizione di sigilli agli apparecchi per gioco d’azzardo nel caso di inosservanza della sanzione principale. La legge salvaguarda comunque le attività già esistenti, non soggette al distanziometro.

Come detto la questione attualmente più rilevante è comunque quella degli orari. A gennaio è infatti entrata in vigore la norma che prevede tre fasce orarie di interruzione del gioco (dalle 7 alle 9; dalle 13 alle 15 e dalle 18 alle 20). Scelta che è stata contestata dagli operatori, soprattutto perchè la stessa legge permette ai Comuni la possibilità di aggiungere ulteriori fasce orarie di chiusura. E’ quindi possibile che vengano richieste delle modifiche in questo senso, uniformando gli orari in tutti i Comuni, soprattutto per evitare forme di ‘migrazione’ del gioco.