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Il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato la delibera consiliare che riduce l’orario di apertura delle sale da gioco. Sarà quindi possibile ridurre fino ad un massimo di 8 ore giornaliere l’offerta di gioco.

Inoltre è emerso che sono attualmente 12, tutti ancora in primo grado di giudizio, i contenziosi legali in essere tra il Comune di Reggio Emilia e i gestori di sale gioco e videolottery in città. Le cause riguardano la chiusura dei locali (27 il totale di quelli non in regola) ubicati a meno di 500 metri da scuole, chiese e ospedali, cosa vietata dal cosiddetto “distanziometro” introdotto dalla legge regionale del 2017.

La delibera è stata sottoscritta in modo bipartisan da tutte le forze politiche tranne la Lega. Il nuovo regolamento, da un’idea di quattro anni fa del Movimento 5 stelle, camminerà poi sulle gambe di un’ordinanza del sindaco Luca Vecchi. La principale novità introdotta, come detto, è la limitazione da parte del Comune dell’accensione degli apparecchi di gioco, che dovrebbe essere consentita in due fasce orarie: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 22. Lo scrive reggiosera.it.

Sul rispetto di questa prescrizione l’amministrazione vigilerà attraverso “l’applicativo smart”, un software che acquisirà dall’Agenzia dei monopoli e delle dogane che monitora in tempo reale il funzionamento degli apparecchi presenti sul territorio comunale. L’ente non darà poi più in concessione i propri spazi pubblicitari per promuovere le sale dove si gioca d’azzardo e, per quanto riguarda le sponsorizzazioni (ad esempio nelle rotonde) si è deciso che i contratti in essere saranno mantenuti fino alla scadenza e poi non rinnovati.

Un articolo specifico del regolamento riguarda infine i circa 200 tra bar e tabacchini che vendono i gratta e vinci, comprati sempre di più anche da minorenni (soprattutto donne). Ai gestori sarà vietato esporre cartelli che pubblicizzano le vincite avvenute nel locale che, in assenza di quelli su quanti soldi sono stati persi, indurrebbero i giocatori ad una “percezione alterata” della realtà.

Il presidente del Consiglio comunale Matteo Iori, già presidente della cooperativa sociale Papa Giovanni XIII attiva con diversi progetti contro la ludopatia, è ottimista sui risultati che il nuovo regolamento porterà. “In Piemonte, dove norme analoghe sono già state varate, non si è assistito ad una crescita del gioco online come qualcuno temeva e in media i giocatori hanno speso 130 euro in meno in un anno. Si tratta di una delibera molto importante per due motivi: il primo è che nasce su volontà del consiglio comunale ed è rarissimo che il consiglio comunale esprima una delibera, quindi una legge, e non un orientamento politico, ed è bene sottolineare che quasi tutti i gruppi consiliari hanno aderito. Il secondo motivo è che è una delibera finalizzata a tutelare la salute delle persone e i dati ci dicono che ce n’è molto bisogno. Tutelare la salute delle persone e limitare i rischi di gioco d’azzardo è un’attività che non ha colore politico e dev’essere il primo fine di un’amministrazione”.

Gianni Bertucci, capogruppo del M5s, considera l’atto “un buon primo punto di partenza. L’obiettivo è tutelare le persone più fragili dagli interessi divergenti delle aziende, che sfruttano il gioco per fare guadagni facili”. Il capogruppo del Pd Gianluca Cantergiani sottolinea a livello pratico un aspetto di presidio di legalità “perché molti giocatori cadono nel vortice dell’usura” e a livello politico “un’azione giusta, che per questo non ha bandiere o colori politici”.

L’assessore al Commercio Mariafrancesca Sidoli conclude: “Si segna un ulteriore passo del lavoro dell’Amministrazione comunale già dal 2017 con il divieto di apertura e di esercizio delle sale da gioco e l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito entro una distanza di 500 metri dai luoghi ritenuti sensibili”. Da una lista delle attività, il Suap (Sportello Unico Attività Produttive) del comune di Reggio Emilia ha stilato una lista e “alle 27 sale gioco interessate dalla delibera, – continua l’assessora – è stato quindi comunicato l’avvio del procedimento avente per oggetto l’adozione dei provvedimenti di chiusura dei locali. Alle 200 attività che ospitano apparecchi di gioco, é stato comunicato che non é possibile aumentare il numero degli apparecchi esistenti, procedere a nuove installazioni e stipulare nuovi contratti. Verrà inoltre avviato un progetto specifico (finanziato con 300mila euro, ndr) della durata di 3 anni, in collaborazione con il servizio Officina educativa, con monitoraggi annuali sull’andamento e sull’efficacia delle iniziative legate al progetto. L’intervento interesserà scuole superiori, attività sportive e spazi di aggregazione giovanile, con attività di sensibilizzazione e prevenzione, laboratori multidisciplinari ed esperienze formative”.