Regione Sardegna
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – È passato un anno da quando la Regione Sardegna ha attivato il Reis (reddito di inclusione sociale). Ora sono state presentate le linee guida per il prossimo triennio e in campo è sceso anche l’assessorato regionale al Lavoro.

Il Reis, una sorta di reddito di cittadinanza in salsa sarda anche se ristretto alle famiglie piu’ povere, affianca la misura nazionale del Rei. Il Reddito d’inclusione sociale finanziato dalla Regione Sardegna con 45 milioni di euro interviene sia a favore delle famiglie sarde escluse dal sostegno nazionale sia – in via prioritaria – di quelle che lo ricevono. In questo caso con un’integrazione variabile fra i 60 e i 150 euro mensili (da 6 a 9 mesi). Pari cioe’ al 30% dell’importo minimo (200 euro) riconoscibile ai destinatari del solo Reis.

Il Reis potra’ essere riconosciuto anche a nuclei familiari non ammessi al Rei e a tutti quelli con Isee fino a 3 mila euro. Avranno priorita’ quelli senza dimora. Quelli composti da
6 o piu’ persone, da over 50 con figli disoccupati a carico e coppie under 40.

Infine, il Reis potra’ essere esteso – secondo decrescenti gradi di priorita’ – a famiglie, anche formate da una sola persona, con Isee fino a 6 mila euro o con 4 o piu’ figli a carico e con Isee da 6 mila a 9 mila euro. Sono inclusi anche coloro con Isee fino a 9 mila euro e un Isre (indicatore della situazione reddituale equivalente) non superiore a 3 mila euro e con un patrimonio mobiliare pari a zero. Sono comprese le famiglie di fatto conviventi da sei mesi, di cui almeno un componente sia residente in Sardegna da un periodo non inferiore a 24 mesi.

Chi richiede il Reis non deve beneficiare di trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale sopra gli 800 euro mensili. Elevati a 900 in caso di presenza di una persona non autosufficiente nel nucleo familiare. Sono escluse le famiglie in cui uno dei componenti percepisca la Naspi o altri ammortizzatori sociali. Che possiedano auto e/o moto immatricolate la prima volta nei 24 mesi la richiesta o imbarcazioni.

Una volta che linee guida della Giunta saranno approvato dalla Sesta commissione (Sanita’) del Consiglio regionale, le amministrazioni comunali avranno 15 giorni di tempo per pubblicare gli avvisi per individuare i destinatari del Reis. Le famiglie coi requisiti per ottenere i sussidi potranno poi rivolgersi direttamente ai Comuni per presentare domanda. Per essere quindi presi in carico dai servizi sociali per un percorso personalizzato e per ottenere l’erogazione. C’e’ un’eccezione. I nuclei familiari ammessi al Rei dal 1 gennaio 2018 fino alla data di scadenza degli avvisi comunali non dovranno presentare domanda per il Reis. Questi saranno inseriti d’ufficio nelle graduatorie comunali.

Sono esclusi dal sussidio coloro che hanno dipendenze patologiche o che potrebbero spenderlo per consumare tabacco, alcol e acquistare prodotti legati al gioco d’azzardo.

Ai Comuni, nel frattempo, la Regione avra’ erogato un’anticipazione dell’80% delle risorse necessarie a pagare i sussidi. Il Reis puo’ essere sospeso per almeno sei mesi se i beneficiari non partecipano ai percorsi di politiche attive del lavoro, rifiutano piu’ di due offerte di lavoro proposte dai centri per l’impiego e dai servizi comunali (tranne gravi motivi) e se non garantiscono la prosecuzione degli studi ai bambini presenti nel nucleo familiare. Sono esentati dal vincolo della partecipazione a un progetto d’inclusione attiva le famiglie composte da soli anziani over 80, di cui almeno uno con certificazione d’invalidita’ grave superiore al 90% e quelle che hanno tra i loro componenti persone destinatarie di sussidi delle leggi di settore.

Il Reis potra’ essere rinnovato dallo stesso nucleo familiare per massimo due volte e, comunque, entro la durata del progetto personalizzato o della sua rimodulazione. A Verificare l’efficacia dell misure sara’ un Tavolo permanente regionale, in collaborazione con l’Osservatorio regionale sulle poverta’.

Commenta su Facebook