Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini dopo l'approvazione del decreto per il reddito di cittadinanza e “quota 100” a palazzo Chigi, Roma, 17 gennaio 2019 (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Un altro sogno infranto per il vicepremier Di Maio. Un’altra bugia (come quella della pubblicità sul gioco d’azzardo) che non potrà più essere sbardierata ai quattro venti. L’Aula del Senato ha approvato un emendamento del governo al decretone che recepisce le obiezioni del Garante che dovrà essere sentito dal ministero per la scrittura del decreto che disciplinerà il monitoraggio. La modifica prevede quindi che lo Stato possa monitorare “i soli importi complessivamente spesi e prelevati” dalla Carta Reddito di cittadinanza.

Si tratta di una modifica importante e che in qualche modo smentisce le dichiarazioni del vicepremier di queste settimane quando non ha mancato di illustrare il Reddito di Ciittadinanza spiegando che non potevano essere spesi i soldi per i giochi. Una posizione criticata prima dal Garante e poi ‘sterilizzata’ dall’Aula del Senato.

Nel corso della seduta è poi stato accolto come raccomandazione dal governo, ma non votato, l’ordine del giorno a firma Endrizzi di cui pubblichiamo il testo integrale.

Il Senato,

            in sede di discussione del A.S. 1018 «Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n-4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni»;

        premesso che:

            il comma 6, dell’art. 5 del decreto-legge in esame prevede il divieto di utilizzo del beneficio economico del reddito ovvero della pensione di cittadinanza per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;

        considerato che:

            tra il 2000 e il 2016, la raccolta complessiva da giochi, indice dell’ampiezza del mercato, è aumentata di cinque volte, passando in termini reali da 20 a circa 96 miliardi di euro, mentre nel 2017 è stata pari a 101,8 miliardi e per il 2018 vi sarebbe un ulteriore sensibile aumento; nello stesso periodo la ricchezza prodotta in Italia si è invece contratta e concentrata;

            ad utilizzare i servizi di azzardo sono in gran parte fasce economicamente deboli: una ricerca diffusa dal Conagga, cercano la sorte con il machine gambling il 66% dei disoccupati, il 47% degli indigenti e il 56% degli appartenenti al ceto medio-basso;

            le associazioni degli avvocati matrimonialisti segnalano aumenti dei divorzi causati dall’azzardo;

            svariate ricerche in ambito minorile indicano che circa un ragazzo su due consuma servizi di azzardo con preferenze per le lotterie istantanee («gratta e vinci») e scommesse sportive. La precoce esposizione all’azzardo aumenta la probabilità di sviluppare patologie correlate, in forme più gravi e difficili da curare;

            già nel 2012 la Consulta Nazionale Antiusura stimava in 70 milioni di giornate lavorative il tempo dedicato all’azzardo a fronte di una raccolta complessiva di circa 80 miliardi;

            il tempo dedicato all’azzardo, la frequenza e la durata delle sedute di azzardo, facilitano sviluppo di assuefazione, compulsività, danni alle relazioni sociali e familiari, perdita di produttività nel lavoro, licenziamenti;

        considerato inoltre che:

            l’articolo 9-quater del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 ha introdotto misure a tutela dei minori prevedendo che l’accesso agli apparecchi di intrattenimento sia consentito esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera sanitaria;

            il diritto alla protezione dei dati personali è un diritto fondamentale dell’individuo anche ai sensi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e in quanto tale è necessario che sia garantito;

            i dati personali, contenuti ad esempio nella tessera sanitaria identificano o rendono identificabile una persona fisica e possono fornire dettagli sulle sue caratteristiche, abitudini, stato di salute, situazione economica, stato civile, o comunque dati utili a profilarne comportamenti, inclusi i comportamenti nell’azzardo;

            la disponibilità di «big data» è stata utilizzata dall’industria internazionale per affinare l’efficacia dei software dei prodotti di azzardo al fine di renderli più aggressivi e performanti;

            è necessario escludere ogni possibilità di profilazione delle reazioni dei fruitori di gioco d’azzardo agli stimoli forniti dalle interfacce grafiche, dagli esiti delle puntate e dalle vincite erogate;

            l’espansione del mercato è stata sensibilmente influenzata dal rapido turn over e dalla evoluzione di modalità più efficaci e coinvolgenti; l’innovazione delle modalità di gioco, attraverso la diffusione di internet, ha ampliato le possibilità di effettuare puntate attraverso la rete anche direttamente dai propri dispositivi mobili;

        impegna il Governo a valutare l’opportunità di:

            estendere con misure idonee l’obbligo di utilizzo della tessera sanitaria per tutti i servizi di offerta del gioco d’azzardo, garantendo i diritti di riservatezza sui dati personali ed in ogni caso l’impossibilità di accedere a tali dati da parte di soggetti diversi dal Ministero della Salute;

            introdurre, in sostituzione della tessera sanitaria, l’obbligo di un «tesserino dedicato» per i servizi di gioco d’azzardo, ottenibile su richiesta, dotato di fotografia per ridurre il rischio di cessione a terzi, nonché di un chip elettronico con la possibilità di impostare limiti di orario e limiti di spesa mensile rapportata al reddito dichiarato, incompatibile con i benefici della pensione di cittadinanza o del reddito di cittadinanza.