“Sono già diversi anni che a Ravenna non arrivano i finanziamenti della Regione per gli esercenti che decidono di togliere le macchinette mangiasoldi dal proprio locale, vorrei capirne il motivo”. Lo ha detto in Aula il consigliere comunale della Lista de Pascale, Daniele Perini, nel presentare la sua interrogazione dal titolo “Rimanere vigili contro la ludopatia”.

“Mi risulta – ha aggiunto il consigliere – che in tanti locali viene data la tessera sanitaria di un’altra persona per permettere ai minorenni di poter giocare all’interno di questi luoghi. Inoltre, anche se le sale slot non possono stare a meno di 500 metri da una serie luoghi sensibili, mi risulta che ultimamente queste vengano riaperte in barba alla legge. E’ importante sottolineare anche che nel solo nostro Comune lo scorso anno sono state vendute più di 30mila cartelle della Lotteria Italia, un dato che spaventa. Chiedo quindi di seguire con attenzione l’aspetto istruttorio chiesto dal Consiglio di Stato, che ha messo in dubbio i regolamenti contro il gioco d’azzardo. Bisogna poi proseguire con le funzioni di vigilanza e controllo da parte di tutti gli assessorati coinvolti, in modo tale da creare un’adeguata prevenzione culturale e offrire un concreto sostegno a chi è colpito da questa dipendenza”.

L’assessore al Decentramento, Gianandrea Baroncini, ha risposto spiegando che “sul tema del gioco d’azzardo patologico c’è un impegno interassessorile importante, si tratta infatti di un argomento verso il quale siamo molto sensibili. Come noto non partiamo da zero, grazie alla Polizia Locale mettiamo in campo tanti controlli, inoltre lavoriamo molto con i servizi sociali e l’azienda sanitaria per la cura, la prevenzione e la costruzione di una cultura diffusa del Gap. Stiamo seguendo la questione del Consiglio di Stato cercando di mettere insieme tutta la documentazione e le informazioni, con riferimento anche alla normativa urbanistica. Dopo un calo dovuto prevalentemente al lockdown, con le riaperture si è assistito purtroppo a un costante aumento di giocatori, con numeri anche in Emilia Romagna superiori a quelli del 2019. Soprattutto – ha aggiunto Baroncini – c’è stata un’impennata di gratta e vinci e gioco online, quest’ultimo un fenomeno nuovo che sta registrando numeri e cifre davvero ragguardevoli. In Emilia Romagna dal 2016 è vietata l’attività di gioco a meno di 500 metri da una serie di luoghi sensibili, nel Comune di Ravenna abbiamo deciso di aggiungere una mappatura precisa inserendo anche i monumenti patrimonio Unesco. Stiamo poi facendo un lavoro di indagine importante sulle persone, portato avanti con il distretto socio sanitario e quindi con il Sert. Da questo è emerso che la fascia più colpita dal gap risulta compresa tra i 18 e i 64 anni ed è in costante aumento, mentre i target che preoccupano maggiormente sono due: i giovanissimi che usano molto il gioco online e gli over 64 che hanno disponibilità economiche utilizzate abitualmente nei pubblici esercizi senza destare particolare attenzione. Dal 2020 è inoltre attivo lo sportello ESC, il quale offre gratuitamente ai giocatori e ai loro familiari una serie di strumenti per contrastare le difficoltà economiche e legali che l’abuso del gioco d’azzardo comporta”, ha concluso l’assessore.

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