Il sottosegretario Maria Cecilia Guerra ha risposto a una interrogazione parlamentare in merito ai rapporti tra banche e imprese del gioco osservando che la normativa  in materia  di raccolta del gioco e le convenzioni di concessione stipulate in tutti i settori del gioco pubblico prevedono l’obbligo di prestare garanzie fideiussorie che coprano il versamento all’erario dei tributi (prelievo unico erariale – imposta unica), del canone di concessione e di altri proventi o somme  dovute  dai  concessionari  e,  piu  in  generale,  il  corretto  adempimento degli obblighi e degli oneri convenzionali.

“La prestazione delle garanzie fideiussorie costituisce un fondamento ineludibile dell’intero appa- rato concessorio, a garanzia del superiore interesse pubblico erariale, dal quale,  pertanto,  lo  Stato  non  puo`  prescindere,  pena  il  blocco  dell’attivita` di  raccolta  del  gioco.  Tali  prestazioni,  pero`,  non  esauriscono  gli  elementi di garanzia dell’interesse pubblico richiesto dalle concessioni di gioco, in quanto obbediscono alla stessa ratio le norme che impongono ai conces- sionari  il  possesso  di  solidi  indici  di  solidita`  patrimoniale  e  finanziaria,  i requisiti in ordine alla governance delle aziende, gli obblighi in materia      di partecipazioni societarie, i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti per   gli operatori, il rilascio delle autorizzazioni di pubblica sicurezza per l’esercizio del gioco legale, la mancanza di condanne per determinati reati e l’obbligo delle dichiarazioni antimafia”, così il Sottosegretario nella sua risposta.

“Inoltre, l’implementazione, anche per il settore del  gioco  pubblico  delle norme in materia di prevenzione del riciclaggio, attuata in collabo- razione con l’Unita` di informazione finanziaria per l’Italia della Banca d’Italia,  e`  fortemente  condizionata  dal  controllo  dei  flussi  finanziari  per  il quale e` assolutamente fondamentale la collaborazione del mondo banca-  rio. Esiste, pertanto, un cruscotto di requisiti ad ampio spettro che il legi- slatore ha messo in campo per garantire che l’attivita` di raccolta del gioco sia riservata il piu`  possibile a soggetti sottoposti a rigorosi controlli di le- galita`,  affidabilita`,  trasparenza  e  solvibilita`.

La disciplina antiriciclaggio, contenuta nel decreto legislativo 21 no- vembre 2007, n. 231, e nelle sue disposizioni attuative, assegna agli inter- mediari la responsabilita` di valutare, rispetto al caso concreto, i rischi sot-  tesi al singolo rapporto o alla singola operazione e di individuare i presidi di mitigazione piu`  efficaci.  In particolare,  tale decreto inserisce le attivita` economiche caratterizzate da elevato utilizzo di contante tra i fattori di cui  gli intermediari devono tener conto  ai  fini  dell’eventuale  applicazione  delle misure di adeguata verifica rafforzata.

Gli intermediari sono quindi tenuti a valutare con attenzione il profilo  di rischio degli operatori del settore, calibrando la profondita` e l’intensita` delle misure di adeguata verifica da adottare nei relativi confronti. Solo laddove le valutazioni concretamente condotte in relazione al singolo ope- ratore confermino la sussistenza di un rischio elevato, gli intermediari ap- plicano misure di adeguata verifica rafforzata.

Coerentemente con  questa  indicazione  normativa,  le  disposizioni della Banca d’Italia in materia di adeguata verifica, emanate il 30 luglio 2019, hanno individuato alcune tipologie di attivita` economiche che, in quanto caratterizzate dall’elevato utilizzo di contante, sono maggiormente esposte al rischio di riciclaggio. Tra queste attivita`  e`     espressamente citato      il settore del gioco e delle scommesse. L’inserimento degli operatori  di questo settore tra le categorie ad elevato rischio e`  coerente con la partico-   lare rischiosita` del comparto evidenziata sia a livello nazionale sia a li- vello  europeo.  Nell’ambito  della  propria  autonomia  imprenditoriale,  puo` peraltro accadere che gli intermediari scelgano di evitare del tutto, in ra- dice, il rischio connesso con le categorie dei soggetti potenzialmente a maggior rischio, come gli operatori del comparto giochi.

Questo fenomeno viene designato come derisking, termine che indica l’interruzione o la limitazione dei rapporti commerciali con interi Paesi o classi di clienti al fine di eliminare, invece di gestire, i relativi rischi di riciclaggio/finanziamento del terrorismo. Il tema del derisking e` da tempo all’attenzione delle competenti istituzioni nazionali, come MEF e Banca d’Italia, alle quali sono stati segnalati episodi riconducibili al fenomeno riguardanti diverse categorie di operatori.

Su questo tema sono in corso approfondimenti da parte dell’Autorita`     di vigilanza al fine di adottare specifiche iniziative (quali, ad esempio, la pubblicazione di linee guida) che possano orientare gli intermediari ad una corretta applicazione dell’approccio in base al rischio, in linea con le re- centi azioni intraprese dalla stessa Autorita` bancaria europea (EBA).

Tanto premesso, giova ricordare che l’Agenzia delle dogane e dei monopoli effettua migliaia di verifiche, documentali e materiali, sul pos- sesso di requisiti richiesti da parte degli operatori sanzionando duramente in caso di violazioni e/o false dichiarazioni e sospendendo l’attivita` degli operatori che non siano in regola.

Gli  operatori  del  settore  hanno  rappresentato  a  piu`  riprese  le  grandi difficolta`  riscontrate nell’accedere ai servizi del mondo bancario in gene-  rale e, segnatamente, al rilascio delle garanzie fideiussorie sopra citate, es- senziali peraltro per la gestione del gioco. Tali difficolta` sono  evidente- mente aggravate a causa della sospensione dell’attivita` della raccolta di  gioco pubblico in ragione della pandemia da Covid-19 e del conseguente peggioramento dei parametri di affidabilita` finanziaria valutati dagli isti- tuti  bancari.  Tutto  cio`  ha  comportato  la  presentazione  da  parte  degli  ope- ratori di gioco di una prevalenza di garanzie provenienti da compagnie as- sicuratrici fideiubenti, spesso estere, le quali, ancorche´  vigilate dall’IVASS   e sottoposte dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli a tutte le verifiche   del caso, non sempre sono risultate affidabili dal punto di vista della efficace tutela delle ragioni erariali.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli riferisce che, gia` da tempo, il  suo Direttore ha avviato un confronto con l’Associazione bancaria italiana volto a risolvere i problemi segnalati dagli onorevoli interroganti, sottoli- neando il ruolo importante a presidio della legalita`  svolto dagli operatori    del gioco pubblico e come sia assolutamente inaccettabile la  penalizza zione del settore legata ad una visione «etica» di derivazione extranazionale. Il sistema concessorio italiano con il suo alto livello di controllo e di regolamentazione presenta, infatti, specificita` rispetto a quelle di altri Paesi  europei  in  cui  il  gioco  e`,  spesso,  semplicemente  autorizzato.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli fa presente che, sulla questione si sono svolti due incontri con l’ABI e la Banca d’Italia, promossi  dalla Direzione dell’Agenzia e finalizzati all’analisi e al superamento delle criticita` esistenti, nel corso dei quali si e` avuto modo di illustrare agli interlocutori le peculiarita` del sistema del gioco pubblico italiano, caratterizzato da un regime di monopolio e  dall’affidamento  della  gestione  del  gioco a concessionari scelti con procedure di evidenza pubblica e sottoposti nel corso del rapporto concessorio a molteplici controlli afferenti i re- quisiti oggettivi e soggettivi delle compagini societarie.

L’Agenzia ha precisato, in particolare, che detti controlli attengono al possesso di specifici indici di solidita` patrimoniale e finanziaria, di idonei assetti societari, delle prescritte autorizzazioni di pubblica sicurezza per l’esercizio del gioco legale, del rispetto della normativa antimafia nonche´ dell’osservanza delle previsioni in materia di antiriciclaggio.

Nel corso di detti incontri, dai contributi forniti dai rappresentanti dell’ABI, e` emersa, tuttavia, l’impossibilita` dell’Associazione stessa di intervenire sulle scelte strategiche degli istituti bancari consorziati, pur confermando la disponibilita` a rendere noti agli enti creditizi, in apposite riunioni informative, gli elementi conoscitivi acquisiti sul gioco pubblico nel nostro Paese.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli fa presente che i rappresentanti della Banca d’Italia avrebbero rappresentato di non poter imporre in via  autoritativa  agli  istituti  di  credito  un  piu`  consistente  impegno  nel  settore del gioco, poiche´ le linee di indirizzo di fonte unionale vincolano le attivita` degli istituti nazionali inserendo, per quanto in argomento, tutti gli operatori  di  gioco  tra  le  categorie  imprenditoriali  con  un  piu`  altro  profilo di criticita` nell’ambito della disciplina antiriciclaggio, a prescindere dallo stato effettivo dei parametri di valutazione. Da cio`  conseguirebbe il rifiuto di talune banche di effettuare alcune prestazioni, quali il rilascio delle garanzie fideiussorie richieste per legge ai concessionari o l’apertura di conti correnti  intestati  a  dipendenti  di  dette  societa`.

In conclusione, preso atto di quanto appreso durante i predetti incontri, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ritiene che, nell’ottica di superare criticita` e anomalie, non sorrette da giustificati motivi di affidabilita` finanziaria, la via piu`  utilmente percorribile possa essere certamente quella di proseguire le interlocuzioni istituzionali che sono state avviate, per favorire, presso gli istituti bancari, una migliore conoscenza delle caratteristiche  nazionali  del  settore  del  gioco  legale  e  delle  sue  peculiarita`, anche rispetto agli operatori di altri Paesi europei ove non vige il monopolio sta- tale ne´  i rapporti tra operatori e Amministrazione pubblica sono regolati  dal sistema concessorio.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli segnala, altresì, che nel  rispetto  della libera  concorrenza e  del mercato, non  sia da escludere  anche  la possibilita` di definire protocolli di intesa con  societa`  a  capitale  pubblico, che operano nel mondo creditizio e assicurativo, in modo da trac-   ciare percorsi preferenziali per gli operatori di gioco in possesso di tutti i requisiti di solvibilita` necessari”.