A maggio o forse oltre? Nessuna data, per ora, sulla possibilità di riaprire bar o attività d’intrattenimento chiuse da circa un mese per effetto dell’emergenza da Coronavirus.

Quello che sappiamo, almeno per ora, è che una ripresa delle attività sarà possibile solo quando l’indice R0 (numero di contagi per ogni positivo) scenderà allo 0,5 (ora è all’1,1-1,0) . Per tornare allo stadio, in discoteca, o per partecipare a eventi e congressi, invece si dovrà attendere un R0 pari a zero.

Cos’è il R0?

R0 è uno dei parametri fondamentali nell’ambito di una malattia infettiva (e di una pandemia) e indica il “numero di riproduzione di base” che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente suscettibile, cioè mai venuta a contatto con il nuovo patogeno emergente, come ha spiegato l’Istituto Superioe di Sanità. In parole più semplici si tratta del criterio con cui si misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, ovvero il numero di persone che ogni malato può contagiare.

L’Istituto Superiore di Sanità spiega molto chiaramente questo passaggio, declinando con un esempio pratico la teoria: “Se l’R0 di una malattia infettiva è circa 2, significa che in media un singolo malato infetterà due persone. Quanto maggiore è il valore di R0 e tanto più elevato è il rischio di diffusione dell’epidemia. Se invece il valore di R0 fosse inferiore ad 1 ciò significa che l’epidemia può essere contenuta.”

Dell’indicatore dell’R0 ha parlato anche il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità e rappresentante del comitato tecnico scientifico che sta coadiuvando il Governo. “Ci avete già sentito parlare di R con 0 che è l’indice di contagiosità. Il valore R con 1 è stato raggiunto, ma vogliamo e dobbiamo andare oltre e ridurre ancora per portarlo sotto 1 ed avere l’evidenza che la diffusione epidemica nel Paese si è quanto meno arrestata come incremento giornaliero”, ha detto Locatelli.

Ed è in questa fase che si potrà ripensare all’apertura di molte attività di tipo ricreativo, a patto che non prevedano assembramento di persone. Ogni altra ipotesi, per il momento, è priva di fondamento.