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Puglia. I capigruppo del Consiglio Regionale della Puglia hanno deciso di fissare al primo punto dell’ordine del giorno della riunione prevista per oggi l’esame della proposta di legge di modifica alla legge regionale sul gioco d’azzardo patologico. Lo ha detto il consigliere di LeU Ernesto Abaterusso intervenendo alla manifestazione che si tiene in queste ore davanti alla sede del Consiglio Regionale della Puglia.

“Da due anni la conferenza Stato-Regioni discute di come affrontare questa questione – spiega – e pare che ci sia un protocollo sul quale abbiano convenuto tutti, quindi il governo è nella posizione di emanare una norma che la regoli. Nelle more di tutto questo abbiamo chiesto di soprassedere dall’applicazione di quella legge (regionale ndr). Tutte le Regioni che fino a oggi hanno affrontato questo problema hanno rinviato, salvo il Piemonte che però ha qualche problema. Addirittura la Calabria ha affrontato la questione nella discussione della legge sulla lotta alla criminalità organizzata”. Abaterusso si dice “abbastanza fiducioso che questa proposta oggi possa passare perché in commissione è stata approvata all’unanimità. E’ vero che mancavano i Cinque Stelle”, dice. “Però noi non diciamo a loro che si schierino, così come non lo facciamo noi, a favore o contro il gioco d’azzardo. Noi siamo tutti contro”, precisa. “Si tratta soltanto di delegare al governo nazionale, e in attesa che questa delega trovi un corrispettivo e una risposta, e di soprassedere da una applicazione che secondo me è dannosa. Non possiamo chiedere ai tabaccai e ai baristi che stanno nel centro – sottolinea Abaterusso – di spostarsi in periferia: non lo faranno mai. L’unico risultato che si otterrebbe sarebbe di consegnare non si capisce a chi, per usare un eufemismo, un gioco, oggi legalizzato e sotto il controllo dello Stato e di persone che per poter esercitare questa professione hanno dovuto fare un corso di formazione sotto l’egida dei Monopoli di Stato. Noi ci adegueremo automaticamente a tutto quello che deciderà il governo, né può essere diversamente”.

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