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“Dire che il distanziometro non serve e addirittura favorirebbe il gioco illegale è un’interpretazione quantomeno discutibile della realtà. Sicuramente non è la ricetta per risolvere da sola il problema ma è senza dubbio un importante deterrente, non a caso secondo CNCA e Fondazione Antiusura, le cui dichiarazioni nei comunicati dei colleghi sembrano essere state ignorate, hanno invece asserito che il distanziometro è efficace eccome per tutelare la salute pubblica e le fasce più deboli tra cui bambini, adolescenti e anziani.”

Lo dichiarano i consiglieri del M5S Grazia Di Bari e Marco Galante a margine delle audizioni in III Commissione Sanità sul contrasto al Gioco d’Azzardo patologico. “Dal canto nostro rispettiamo le posizioni di tutti gli auditi oggi in Commissione, ma ci chiediamo come mai ci sia sia ricordati solo oggi di chiedere una mappatura dei luoghi sensibili in Puglia, quando i gestori delle sale scommesse hanno avuto ben 5 anni di tempo per adeguarsi ad una legge emanata ai tempi della giunta Vendola. Una norma che prevedeva anche l’istituzione di un osservatorio regionale per monitorare il fenomeno, campagne informative e divieto della pubblicità per l’apertura di nuove sale scommesse e fino ad oggi è stata completamente disattesa e purtroppo i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La Regione Puglia doveva intervenire prima, oggi dovrà farlo certamente cercando anche di tutelare sia gli incolpevoli lavoratori che le famiglie che pagano il salato prezzo del gioco d’azzardo.”

“I dati forniti dalla Fondazione Antiusura sono allarmanti – continuano i pentastellati – ogni anno in Puglia 7 miliardi di euro sono tolti all’economia reale a causa del gioco d’azzardo e a livello nazionale il gioco fa perdere 70 milioni di giornate lavorative l’anno. Ci sarebbe piaciuto audire oltre alla Fondazione Antiusura e CNCA anche altre associazioni che operano sul territorio e si occupano del contrasto al gioco d’azzardo ma, purtroppo, non sono state convocate in audizione e chiederemo di ascoltarle a breve. Abbiamo il dovere di fare qualcosa, soprattutto per far sì che le fasce più deboli, ovvero adolescenti e le persone anziane non vengano attirate nella trappola del gioco. Non possiamo restare immobili e lavarcene le mani – concludono – come ha fatto finora il Governo regionale”.

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