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In Puglia, la III commissione, presieduta de Pino Romano, ha audito il Procuratore della Repubblica di Brindisi, direttore scientifico di Eurispes, Antonio De Donno, oltre a due rappresentanti dello stesso istituto di ricerca che ultimamente ha svolto uno studio specifico sulla situazione in Puglia del settore del gioco e del contrasto alla ludopatia.

Il Procuratore De Donno ha espresso in particolare la sue perplessità in ordine all’adozione, prevista dalla legislazione regionale, dell’istituto del distanziometro che fissa una distanza di almeno 500 metri tra i luoghi sensibili, come chiese, scuole, punti di aggregazione, e i centri autorizzati dove si effettuano le scommesse. Parlare di luoghi sensibili appare un concetto generale. Serve – per De Donno – preliminarmente una mappatura dei luoghi sensibili, tenendo conto che restano i luoghi generalisti laddove talvolta sono presenti macchinette per il gioco per chiunque, inclusi i minori cui l’accesso è vietato nei centri autorizzati.

Di qui l’esigenza di tenere saldamente il controllo da parte dello Stato sui concessionari autorizzati, il divieto della pubblicità e l’attività di prevenzione attraverso campagne informative a tappeto per evidenziare i rischi insiti nella ludopatia. Il procuratore ha anche evidenziato i rischi insiti nella riduzione del gioco lecito che potrebbe conseguire dalla chiusura di molti centri autorizzati conseguentemente all’introduzione del sistema del distanziometro. In questa maniera si libererebbero degli spazi che verrebbero occupati dalla malavita organizzata, già attiva nel settore anche con il gioco on line. Le mafie – ha aggiunto il procuratore – si arricchiscono da sempre con il proibizionismo.

Invece, riporta Puglia Notizie, secondo i rappresentanti della Fondazione antiusura e della CNCA (Coordinamento nazionale comunità d’accoglienza) il distanziometro si rivolge in particolare ai soggetti maggiormente vulnerabili. Dalla sua applicazione ne deriverebbe una diminuzione del gioco. Il Piemonte, che ha introdotto i distanziometri dall’l1/1/2018, non ha registrato aumenti nella presenza invasiva della criminalità nel settore. Peraltro i titolari dei centri autorizzati in Puglia hanno avuto 5 anni a disposizione per adeguarsi alle indicazioni della legge regionale.

Di parere opposto i rappresentati delle associazioni gioco scommesse (Agisco, Agire, Agile) che ritengono il distanziometro ininfluente rispetto alla problematica della ludopatia. Si tratta di uno strumento inefficace che comporterebbe il licenziamento di molti addetti e la chiusura di molti centri, creando spazi in cui si inserirebbe la malavita organizzata, già presente anche in un regime di concessione statale come quello attuale. Il rischio potrebbe essere quello di arrivare a minicasino’ nelle periferie, senza risolvere il problema del gioco d’azzardo patologico. Di qui la richiesta di una moratoria per agganciare una nuova legge regionale a quella nazionale in itinere che possa arrivare a un testo unico in grado, tra l’altro, di portare a una riduzione dei centri scommesse e a una distribuzione omogenea su tutto il territorio nazionale.

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