Print Friendly, PDF & Email

Il governo britannico attraverso le parole del sottosegretario alla Cultura Tracey Crouch conferma in Parlamento la linea fino ad ora seguita in materia di regolamentazione della pubblicità al gioco d’azzardo.

“Ci sono controlli rigorosi sul contenuto di tutti gli annunci di gioco d’azzardo, comprese le pubblicità trasmesse in televisione” conferma il sottosegretario rispondendo ad una interrogazione parlamentare. “Gli operatori di gioco che fanno pubblicità nel Regno Unito devono rispettare i codici pubblicitari, che mirano a garantire che la pubblicità sul gioco d’azzardo non si rivolga direttamente ai minori o ai giovani o che sfrutti le persone vulnerabili. Le pubblicità televisive devono essere preventivamente autorizzate da Clearcast e dall’Autorità degli standard pubblicitari (ASA) che agisce in caso di reclami e controlla in modo proattivo i media per intraprendere azioni contro annunci pubblicitari ingannevoli, dannosi o offensivi. Il Codice dell’Industria del Gioco d’azzardo per la pubblicità socialmente responsabile richiede che tutti gli annunci TV e di stampa trasmettano il messaggio di divieto ai minori di 18 anni. Come per la pubblicità, gli accordi di sponsorizzazione devono essere socialmente responsabili e non devono mai essere rivolti ai bambini. I loghi degli operatori non devono apparire su nessun merchandising commerciale progettato per i bambini, comprese le magliette da calcio per i minori. Abbiamo preso in considerazione la pubblicità come parte del progetto di revisione delle regole sulle macchine da gioco e della responsabilità sociale e abbiamo pubblicato la nostra risposta a maggio. Il Review ha valutato le misure esistenti sulla pubblicità per il gioco d’azzardo e ha definito un pacchetto di iniziative per rafforzarle ulteriormente. Questi includono regole più severe da parte dei Comitati della pratica pubblicitaria (PAC) entro la fine dell’anno sulla protezione delle persone vulnerabili, con ulteriori indicazioni su bambini e giovani  e sanzioni più severe per gli operatori che violano i codici pubblicitari”.

Commenta su Facebook