“Per quel che concerne i profili afferenti ai contenuti audiovisivi, e, dunque, con specifico riguardo ai criteri di recepimento della Direttiva 2018/1808/UE (articolo 3, comma 1, lett. a) del disegno di legge in esame), si esprime innanzitutto apprezzamento per la scelta operata dal legislatore delegante di procedere alla emanazione di un unico atto normativo recante il testo unico dei servizi di media digitali come unificazione in un singolo testo normativo di tutte le successive modifiche e integrazioni, nazionali ed europee, della disciplina della materia, ad esito di un’opera di riordino, semplificazione e revisione organica delle disposizioni attualmente vigenti”.

E’ quanto riferito dal Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Angelo Marcello Cardani (nella foto), in audizione al Senato della Repubblica – Commissione XIV (Politiche dell’Unione) europea nell’ambito dell’esame del disegno di delegazione europea 2019, in merito alle osservazioni sui criteri di delega in materia di Servizi media audiovisivi.

“Questo appare un passaggio ineludibile, e dovrebbe costituire l’occasione per un riordino complessivo del quadro normativo e regolamentare dei media digitali non limitato al mero recepimento delle nuove disposizioni della Direttiva 2018/1808/UE, ma anche al superamento di aporie normative (quale, a titolo esemplificativo, l’assenza di presidio sanzionatorio al disposto dell’articolo 32, comma 5, del TUSMAR relativo ai contenuti lesivi della dignità o recanti istigazione alla discriminazione) e alla integrazione e allineamento dell’estensione delle competenze del regolatore oltre il perimetro definito dal legislatore europeo (si pensi alle competenze in materia di divieto di pubblicità del gioco d’azzardo o in materia di classificazione di opere web e videogiochi a tutela dei minori, al riordino delle materie inerenti le frequenze, le reti e il definitivo passaggio al digitale, anche in relazione al nuovo codice delle comunicazioni elettroniche, alla revisione delle norme in materia di posizioni dominanti).

In quest’ottica, è auspicabile che la trasposizione si muova nella direzione di massima semplificazione, linguistica e sintattica, delle disposizioni, al fine di evitare il sorgere di situazioni di incertezza applicativa delle medesime, chiarendo anche il riparto di competenze tra le diverse istituzioni a vario titolo coinvolte. Risultano del pari necessari ed auspicabili la revisione e l’aggiornamento del complesso delle definizioni, non solo per recepire e chiarire le nuove fattispecie introdotte dalla Direttiva, ma anche per superare le attuali criticità emerse in sede applicativa, così agevolando un efficiente funzionamento di tutto il sistema”.