Londra. In Italia è sufficiente il dibattito politico per stabilire che il gioco legale costituisce un problema di salute pubblica e come tale va limitato se non addirittura messo al bando.

Non è una provocazione, bensì una costatazione quella lanciata dall’avvocato Cino Benelli che, insieme all’avvocato Andrea Lazzaretti dello Studio Legale Rinaldi e Associati e l’Avv. Niccolò Cianferotti dello Studio Legale Benelli, ha animato il meeting che si è tenuto a Londra sul tema del divieto di pubblicità al gioco d’azzardo introdotto dal legislatore italiano.

 

“La Commissione Europea nel 2017 ha ufficialmente dichiarato di non volersi più occupare di questioni legate al gioco, rimandando tutto al legislatore nazionale. Con conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti” incalza Benelli. L’avvocato Niccolò Cianferotti ripercorre quindi, nella sua esposizione, quella che è stata prima la storia delle limitazioni alla comunicazione sul gioco e poi, con il decreto Dignità del 2018, la messa al bando totale della pubblicità. “La questione non si chiuderà certamente con la scadenza prevista dal decreto a ogni forma di pubblicità e sponsorizzazione (nel luglio 2019 ndr) – precisa- l’avvocato Lazzaretti- anzi”.

E’ in effetti i possibili scenari sono solo in parte immaginabili. Tante le criticità, le problematiche e le derive di una normativa che, ricordano i tre legali, esperti conoscitori del mondo del gaming, ricadranno come un macigno sulle imprese e gli operatori del settore.