trento
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(Jamma) – La consigliera Violetta Plotegher ha presentato alla Giunta un’interrogazione chiedendo a che punto sono i regolamenti attuativi della legge provinciale 13 del 2015 per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco.

Nell’interrogazione erano molti i quesiti a cui la giunta doveva rispondere, tra questi: i dati sull’applicazione del distanziometro nei diversi Comuni e in che misura gli enti locali hanno recepito la normativa; i dati relativi al numero degli apparecchi e delle sale slot e vlt prima e dopo l’attuazione della legge; il numero degli esercizi che hanno beneficiato delle misure previste dalla legge a sostegno degli esercizi pubblici; se i sindaci hanno introdotto limiti orari di apertura per le sale gioco e i pubblici esercizi che offrono apparecchi e, se sì, quali; se è stato adottato e diffuso il logo provinciale previsto dalla legge; quante sanzioni penali e amministrative pecuniarie sono state irrogate nell’attività di vigilanza e i risultati di questa attività; quante iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza sono state finanziate per promuovere la consapevolezza delle pressoché inesistenti probabilità di vincite in denaro.

L’Assessore Mauro Gilmozzi ha risposto che “non tutte le delibere sono state fatte e che è stata avviata la procedura per l’esclusione dei contributi per gli esercizi che hanno installato le macchine; è stato poi avviato un progetto grafico da parte dei giovani per la sensibilizzazione, anche se alla fine è stato scelto di estendere alla Provincia il logo sui rischi del gioco del comune. Sul divieto di collocare apparecchi da gioco distante dei luoghi sensibili, è stata diffusa ai comuni la delibera attuativa. Recentemente è stata inoltrata la domanda per avere i dati sulla diffusione delle macchine da gioco”. “Non risultano – ha detto l’assessore – provvedimenti dei sindaci per limitare la diffusione delle sale da gioco. C’è la necessità di un coordinamento con i Comuni che hanno la titolarità dei controlli”.

La consigliera Violetta Plotegher ha replicato che “è desolante vedere che l’applicazione della legge e l’avvio del monitoraggio di un fenomeno così grave socialmente e sul piano economico è a questo punto; vedere le difficoltà di coordinamento con i comuni. La legge, ha ricordato, prevede la rimozione degli apparecchi entro il 2020 che è dopodomani e quindi va fatta subito una mappatura e avviato un dialogo con gli esercenti. In molti comuni italiani, ha ricordato, si sono fatti grandi passi avanti”.

“La nostra legge vuole agire sull’offerta, – ha concluso Violetta Plotegher – anche se è difficile perché in Italia c’è un gioco d’azzardo industriale. Ma se si vuole agire sulla domanda, serve una campagna pubblicitaria per far capire che le possibilità di vincita sono remotissime, ma nessuno sta facendo nulla. Siamo di fronte a un’emergenza non solo sociale ma anche economica, ha affermato la consigliera Pd, perché i costi sociali determinati dalla dipendenza aumentano e pesano anche sull’erario”.

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