“Ho ricevuto la lettera dell’associazione Sapar che chiede un incontro ufficiale. Come presidente della quarta commissione intendo fissare un appuntamento, ma questo non significa essere propenso alla promozione del gioco d’azzardo”. Così Claudio Cia, consigliere provinciale a Trento e assessore regionale, che aggiunge: “Ascoltare è un dovere istituzionale, un diritto di chi chiede di essere ascoltato. La politica che non sa ascoltare non può rappresentare nessuno”.

Dopo il botta e risposta tra Alex Marini, consigliere provinciale in quota Movimento 5 stelle, e Sapar per la lettera del pentastellato inviata al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, in merito alla legge sulle slot, il leader di Agire interviene nel dibattito.

“Ho ricevuto la lettera che è stata inviata anche al presidente della Provincia, non posso ovviamente rispondere per Fugatti – aggiunge Cia – ma l’intenzione è quella comunque di affrontare il dibattito. Certo, resto fortemente dubbioso sulla possibilità di posticipare l’entrata in vigore della norma. Avevo votato contro anche all’emendamento Bezzi e sostenuto dall’allora assessore Luca Zeni che sposta al 2020 l’entrata in vigore della norma sul divieto di collocare slot machine e Vtl in un raggio inferiore ai 300 metri da luoghi sensibili come scuole, centri per gli anziani e asili. Un provvedimento che si ipotizza possa essere ulteriormente spostato al 2022”.

“Gli ultimi dati disponibili relativi all’ammontare del gettito erariale che deriva dal gioco d’azzardo in mio possesso è del 2012: 42,8 milioni di euro, 38,6 milioni dei quali spettano alla Provincia. Nel 2014 l’associazione Ama – aggiunge Cia – stimava in 570 milioni di euro i costi per il Trentino di questo fenomeno. Se si prendono in considerazione i 7.500 giocatori patologici e i costi diretti si arriverebbe ad un costo per la collettività di 135 milioni: le cifre possono essere messe in discussione, ma è evidente l’impatto sociale del gioco d’azzardo”.

“L’interesse dell’associazione Sapar è legittimo – conclude Cia – ma è evidente che serve un dibattito serio e un confronto trasversale che intendo portare avanti in commissione. Chiaramente sono evidenti gli effetti del gioco d’azzardo e il costo a livello sociale. La Provincia e la politica non possono far finta di nulla in questo senso, ma alcuni aspetti sono regolati dal monopolio e quindi serve un ragionamento complessivo per essere certi di non incorrere in provvedimenti che limitano la concorrenza e la libertà di azione”.