Molte le audizioni in programma domattina in Consiglio Provinciale di Trento sull’obbligo di rimuovere entro quest’estate gli apparecchi da gioco dai locali (pubblici esercizi, ecc.) che distano meno di 300 metri da luoghi sensibili nei centri abitati, previsto dalla legge provinciale 13 del 2015 sulla prevenzione e la cura della ludopatia.

Sono stati invitati ad incontrare in videoconferenza i consiglieri della Quarta Commissione presieduta da Claudio Cia e gli assessori Segnana e Failoni l’Azienda provinciale servizi sanitari, il Coordinamento imprenditori, la Federazione italiana tabaccai, il Sindacato nazionale giornalai d’Italia (Sinagi), Cgil Cisl e Uil, il Consolida (Consorzio cooperative sociale), il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), il Forum delle associazioni familiari, L’Associazione auto mutuo aiuto (Ama), l’Associazione Albora, il Consiglio delle autonomie locali-Consorzio dei Comuni e infine l’Associazione nazionale dei gestori Sapar. 

L’ordine del giorno prevede che dopo le audizioni la Quarta Commissione discuta del tema “relativo al termine dell’articolo 14, comma 1, della legge provinciale 22 luglio 2015, n. 13 (Interventi per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco), per la rimozione degli apparecchi da gioco”. La norma in questione recita così: “..gli apparecchi da gioco…posti a una distanza inferiore a quella prevista dall’articolo 5, comma 1 (300 metri, ndr), sono rimossi entro sette anni dalla data di entrata in vigore di questa legge se collocati nelle sale da gioco (estate 2022) ed entro cinque anni dalla medesima data negli altri casi. In caso di mancata rimozione si applica l’articolo 10, comma 1 (la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 5.000 euro per ciascun apparecchio. Il comune dispone, inoltre, l’immediata rimozione degli apparecchi, ndr).