Il consigliere Pietro De Godenz (UpT) ha predisposto e depositato negli scorsi giorni una mozione dedicata al contrasto del gioco d’azzardo nella Provincia di Trento .

“Si tratta di un tema estremamente sensibile e sentito” ha commentato il consigliere .

“Pertanto anche dopo aver preso visione e studiato i dati della vera e propria marea di denaro che nel 2018 sono stati letteralmente gettati per inseguire una “fortuna” che non arriva quasi mai – oltre 530 milioni di Euro – ho deciso di richiedere un impegno della Giunta provinciale innanzitutto a implementare il confronto e la collaborazione con l’APSS, gli enti e le associazioni concentrate sul contrasto al gioco d’azzardo e alle patologie ad esso collegate al fine di individuare e mettere in campo efficaci azioni collettive atte a debellare tale piaga sociale; inoltre, ho richiesto che si studi il modo di procedere, in accordo con le amministrazioni locali, a partire dai Comuni ma coinvolgendo anche le Comunità di Valle, allo studio di possibili azioni premianti previste per gli esercenti che dovessero scegliere di eliminare slot machine e attività legate ai giochi d’azzardo all’interno dei loro esercizi.”

Sotto si riporta testo integrale della mozione

PROPOSTA DI MOZIONE
L’Italia, e in essa il Trentino, sono da anni interessate dal preoccupante fenomeno del gioco d’azzardo che in alcuni casi può, come risaputo, sfociare in vere e proprie dipendenze, mettendo sul lastrico e pregiudicando seriamente l’esistenza di individui e famiglie.

Nel 2018, dati alla mano, per giocare d’azzardo, nella nostra Provincia è stata “bruciata” una vera fortuna. Per inseguire la dea bendata a colpi di gratta e vinci, slot machine, scommesse sportive, schedine, videolotterie e simili, sono stati spesi oltre 530 milioni di euro.

Un salasso, dato che tale cifra corrisponde – tanto per fare un esempio – al 10% dell’intero bilancio annuale della PAT.

Ovviamente a vincere è sempre il banco dato che le perdite nette ammontano a una cifra mostruosa: oltre 122 milioni di Euro.

Certo lo Stato incamera denaro ma lo fa a discapito di cittadini che spesso assumono, nei casi peggiori e purtroppo in via di incremento, comportamenti e stili di vita propri dei tossicodipendenti finendo in un baratro, molte volte assieme ai familiari, dal quale è davvero molto arduo riemergere.

Nel solo Comune di Trento sono stati spesi in dodici mesi quasi 179 milioni di Euro suddivisi tra Lotto (10 milioni), lotterie istantanee (15 milioni), Superenalotto (2,2 milioni), Bingo (6 milioni), scommesse sportive (7 milioni), scommesse ippiche (1 milione). Ma la parte peggiore è ancora quella relativa alle slot machines con gli incassi delle famigerate “macchinette” che hanno sfondato i 54 milioni di Euro, ridistribuendo in vincite solo 36 milioni; Come a dire che chi gioca, spessissimo perde oppure vince qualcosa dopo aver perso molto in precedenza e questo vale non solo per la città ma anche per tutte le valli trentine, dove, tutti possiamo vederlo prestando un po’ di attenzione, centinaia di giocatori, più o meno incalliti, rovesciano nelle slot presso bar e locali dei paesi cifre molto alte.

Ritengo sia responsabilità anche della Provincia Autonoma, previo confronto e collaborazione con le strutture e le associazioni provinciali che si occupano di studio e gestione del gioco d’azzardo e delle patologie a esso collegate – in primis l’APSS – pensare e, laddove possibile, attuare politiche efficaci di prevenzione e contrasto a questa vera e propria emergenza della nostra società, prendendo in considerazione anche la possibilità di premiare, per quanto riguarda gli esercenti di bar e pubblici esercizi, colori i quali decidono di non installare o disinstallare slot machines o smettere di svolgere attività attinenti al gioco d’azzardo – ad esempio prevedendo anche sconti o agevolazioni sulla tassazione.
Tutto ciò premesso

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale a

1)implementare il confronto e la collaborazione con l’APSS, gli enti e le associazioni concentrate sul contrasto al gioco d’azzardo e alle patologie ad esso collegate al fine di individuare e mettere in campo efficaci azioni collettive atte a debellare tale piaga sociale.

2)procedere in accordo con le amministrazioni locali, a partire dai Comuni ma coinvolgendo anche le Comunità di Valle, allo studio di possibili azioni premianti previste per gli esercenti che dovessero scegliere di eliminare slot machine e attività legate ai giochi d’azzardo all’interno dei loro esercizi.