Centinaia di persona in piazza a Pescara per protestare contro le chiusure imposte dal Dpcm Conte: c’erano baristi, ristoratori, titolari di palestre, operatori di centri scommesse, sale giochi e sale bingo e rappresentanti di tutti i settori colpiti dal decreto. La manifestazione, organizzata in poche ore, ha anticipato quella ufficiale promossa dalle associazioni di categoria, che si svolgerà mercoledì in piazza della Rinascita.

L’iniziativa – riporta l’Ansa – si è svolta simbolicamente nel cuore di Pescara, in piazza Muzii, distretto food and beverage più importante d’Abruzzo, dove oggi a dominare erano le saracinesche abbassate e le luci spente. La manifestazione è stata pacifica, ma non sono mancati toni accesi di protesta contro il Governo e contro le istituzioni. Imponente la presenza delle forze dell’ordine, con Polizia, Carabinieri e Polizia municipale.

“Ci hanno fatto investire per il distanziamento e la sicurezza – hanno detto più volte i manifestanti – e nel giro di pochi giorni ci hanno fatto chiudere. Oggi possiamo andare a pranzo al ristorante, ma alle 18 deve chiudere tutto perché arriva improvvisamente il Covid”. In tanti hanno chiesto di vedere i dati sui contagi: “Dovrebbero dirci chi e dove si contagia: non certo nelle palestre, non certo nei ristoranti”, hanno sottolineato, tirando in ballo la questione trasporti pubblici. Molte le persone che hanno preso la parola dicendo di non aver ancora ricevuto la cassa integrazione dei mesi primaverili.

Stessa situazione a Milano, dove i lavoratori del gioco e delle palestre hanno fatto sentire la loro voce sotto Palazzo della Regione. Hanno poi sfilato in corteo fino a pizza Duca D’Aosta davanti alla stazione Centrale e al Pirellone. Tutto in modo pacifico. Per garantire ancora di più la sicurezza sono intervenuti carabinieri e agenti della polizia. In più occasioni è stato bloccato il traffico.