Pubblicato il dossier del ‘Servizio bilancio dello Stato’ – Verifica delle quantificazioni in merito al Decreto Fiscale. Di seguito i riferimenti alle disposizioni su proroga concessioni scommesse e bingo. (Si ricorda che la verifica delle relazioni tecniche che corredano i provvedimenti all’esame della Camera e degli effetti finanziari dei provvedimenti privi di relazione tecnica è curata dal Servizio Bilancio dello Stato. La verifica delle disposizioni di copertura è curata dalla Segreteria della V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione). L’analisi è svolta a fini istruttori, a supporto delle valutazioni proprie degli organi parlamentari, ed ha lo scopo di segnalare ai deputati, ove ne ricorrano i presupposti, la necessità di acquisire chiarimenti ovvero ulteriori dati e informazioni in merito a specifici aspetti dei testi).

Proroga delle concessioni di scommesse e Bingo

La norma ha interviene sulle concessioni delle scommesse e del Bingo, differendo i termini per l’avvio delle gare per le nuove assegnazioni e prolungando, conseguentemente, l’attuale regime di proroga a titolo oneroso delle concessioni attualmente in essere.

Più in particolare: per quanto riguarda le scommesse, il comma 1 proroga, dal 30 settembre 2018 al 30 giugno 2020, il termine entro cui l’Agenzia delle dogane e dei monopoli (di seguito: ADM) deve indire la gara volta ad attribuire le concessioni di raccolta delle scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, ivi compresi gli eventi simulati. Correlativamente viene rinviato, dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020, il termine fino al quale sono prorogate le concessioni in essere nonché la titolarità dei punti di raccolta “regolarizzati”: resta comunque confermata la previsione che la predetta data sia un termine “di chiusura” in quanto, in linea generale, la proroga è destinata a operare fino all’aggiudicazione delle nuove concessioni. Infine, vengono incrementate le somme che gli attuali titolari (di concessioni e di punti di raccolta regolarizzati) devono versare a fronte della proroga ope legis della durata, rispettivamente, della concessione e della titolarità, come segue: per ciascun diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici (compresi i punti di raccolta regolarizzati) il versamento passa da 6.000 a 7.500 euro; per ciascun diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, il versamento passa da 3.500 a 4.500; per quanto riguarda il Bingo, il comma 2 proroga, dal 30 settembre 2018 al 30 settembre 2020, il termine entro il quale l’ADM deve procedere a una gara per l’attribuzione di 210 concessioni per il Bingo.

Inoltre, tale gara avrà ad oggetto anche le concessioni in scadenza nel 2020 (oltre a quelle, già previste a legislazione vigente, in scadenza dal 2013 al 2019). Resta confermata la previsione che dalla gara debba derivare un introito almeno pari a 73 milioni. Resta altresì confermata, senza modificazioni, la previsione che, per ogni mese o frazione di proroga del rapporto concessorio scaduto, il concessionario in scadenza debba versare euro 7.500 (oppure euro 3.500 per ogni frazione di mese inferiore ai quindici giorni). Il prospetto riepilogativo ascrive alle norme i seguenti effetti sui saldi di finanza pubblica.

La relazione tecnica afferma quanto segue.

Con riferimento al comma 1 (proroga scommesse), sulla base dei punti in esercizio, come emergenti dalle ultime rilevazioni aggiornate al mese di settembre 2019, è possibile stimare dalla proroga un’entrata per il 2020 nell’ordine di 65,7 milioni di euro, considerando che attualmente sono operative n. 5.921 sale e n. 4.735 corner per la raccolta del gioco, e tenuto conto dell’aumento del costo per singolo diritto a titolo di una tantum (euro 7.500 per diritto afferente ai punti vendita aventi come attività principale la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, compresi i punti di raccolta regolarizzati (cosiddetti “negozi”) e euro 4.500 per ogni diritto afferente ai punti vendita aventi come attività accessoria la commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici, cosiddetti “corner”), come da seguente quantificazione:

5.921 x 7.500 = 44,4 milioni

4.735 x 4.500 = 21,3 milioni

Totale: 65,7 milioni (anno 2020)

Con riferimento al comma 2 (proroga Bingo), è possibile stimare, per effetto della proroga, un’entrata su base annua nell’ordine di 17 milioni di euro, considerando che attualmente sono operative n. 195 sale ad invarianza di costo per singola sala a titolo di una tantum, già previsto lo scorso anno, come da seguente quantificazione:

195 x 90.000 = 17 milioni (anno 2020)

Con riferimento ad entrambi i commi, infine, la relazione tecnica afferma che le disposizioni non comportano oneri aggiuntivi rispetto alle ordinarie spese di funzionamento dell’Agenzia, in quanto le attività previste verranno svolte con le risorse umane e materiali esistenti. In merito ai profili di quantificazione, si evidenzia che la norma interviene in materia di scommesse e di Bingo, differendo l’avvio delle gare e prolungando la validità delle concessioni in essere.

Quanto al differimento della gara per il Bingo, si rammenta che, per effetto del comma 1048 dell’articolo 1 della legge di bilancio 2018, tale gara doveva assicurare un introito di almeno 73 milioni di euro nell’anno di svolgimento (originariamente, appunto, il 2018): tale effetto era registrato per intero nell’esercizio interessato, in termini di cassa, e pro quota negli esercizi di durata novennale della concessione, in termini di indebitamento netto. Per effetto del differimento della gara, l’introito in questione dovrebbe essere ora versato dagli aggiudicatari nell’esercizio 2020: in merito, dunque, agli effetti finanziari rilevabili in termini di saldo netto da finanziare, fabbisogno e indebitamento netto, andrebbero acquisiti elementi conoscitivi.

Quanto al differimento della gara per le scommesse, si rammenta che, per effetto del comma 932 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2016, la base d’asta dovrà essere non inferiore ad euro 32.000 per ogni punto di vendita principale e ad euro 18.000 per ogni corner. In base al sopra citato comma 1048 e alla relativa relazione tecnica, tale provento una tantum si sarebbe dovuto realizzare (a legislazione previgente) nel 2018. In virtù del differimento della gara, invece, anche questo introito dovrebbe ora essere versato dagli aggiudicatari nell’anno 2020: si rinvia pertanto alla richiesta di elementi conoscitivi sopra formulata in relazione alla gara per il Bingo.

Quanto alla proroga di concessioni del Bingo, si prende atto degli elementi forniti dalla relazione tecnica, che appaiono verificabili e coerenti con quanto affermato in precedenti relazioni tecniche relative alla medesima fattispecie, e non si formulano pertanto osservazioni.

Quanto alla proroga delle concessioni di scommesse, si evidenzia che la relazione tecnica, nel fornire gli elementi a base della stima di maggior gettito, assume, implicitamente, che tutti i negozi e i corner decidano di accettare la proroga. Rispetto alla relazione tecnica riferita al più volte citato comma 1048, si rileva che la numerosità della platea interessata – indicata dalla RT in esame – risulta già diminuita. Andrebbe dunque acquisita conferma della prudenzialità della stima sotto questo profilo.

Infine, con riguardo al differimento dell’indizione di entrambe le gare, appare utile acquisire conferma della compatibilità con la normativa europea, al fine di evitare eventuali procedure di infrazione.