“Con la proposta di legge sull’ippicoltura tutti gli opeatori della filiera possono finalmente vedere vicina una razionalizzazione dell’intero settore. Aspetto necessario per il rilancio di un intero comparto oggi spezzettato in vari segmenti che non riescono a relazionarsi tra di loro”.

Lo ha detto Ferruccio Badi (Confagricoltura) in audizione in Commissione Agricoltura alla Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante disciplina dell’ippicoltura e delega al Governo per l’adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore.

“L’intero settore è oggi fortemente provato da un lungo periodo di crisi causato da diversi fattori, tra cui la crisi economica, la crisi dell’ippica e delle scommesse, l’atteggiamento punitivo di alcuni passati governi, la scarsa considerazione di molte Regioni nei piani di sviluppo rurale, una visione tradizionale, infine le normative Covid che hanno penalizzato queste attività. I recenti tentativi normativi di spostare l’ippica alle competenze del Coni non farebbe altro che destrutturare e dividere ulteriormente il settore, che invece ha assoluta necessità di chiarezza, unione e uniformità normativa”.

Per Luca Marcora (Coldiretti): “Finalmente abbiamo la possibilità di sistemare questo settore più volte trascurato a dispetto del suo valore. Sicuramente il settore sta vivendo un periodo di crisi importante. Un settore che va rilanciato. Sui cavalli da corsa una recente sentenza del Consiglio di Stato esclude il loro allevamento dall’imprenditoria agricola perchè finalizzato alle scommesse e alle corse, questo è sbagliato. Se ci sono i requisiti devono essere riconosciute anche queste attività”.