“Bisogna ripartire dalla conferenza Stato Regioni, se ripartiamo da lì sappiamo che ci sono dei nodi ancora aperti che vanno affrontati con grande coraggio e grande trasparenza. Non è risolta la questione con gli enti locali, che vanno coinvolti. Ci sono state evoluzioni molto contraddittorie. Alcuni hanno inasprito le norme, altri hanno allentato le restrizioni”.

Lo ha detto Pier Paolo Baretta (Sottosegretario al Mef), intervenendo al convegno di presentazione del “Primo Rapporto sul Gioco Pubblico” presso la sala Orlando del Centro Congressi di Confcommercio Imprese per l’Italia e Roma in piazza G.G. Belli, 2 realizzato da Confcommercio e Acadi.

“Uno dei punti cruciali è quello delle distanze. Un’applicazione delle distanze come quella in Piemonte dà una risposta negativa. La certezza deve essere economica e normativa, se vogliamo trovare un equilibrio. In questo anno e mezzo c’è una coscienza diffusa che l’accordo in Conferenza Unificata è il punto di equilibrio e di partenza ma serve un nuovo equilibrio con gli enti locali. Vanno poi qualificati i punti di gioco, alcuni passi avanti sono stati fatti, ma non c’è dubbio che l’offerta deve essere il più qualificata possibile. Un primo filone di intervento è questo. Importante è anche la certezza sugli investimenti, soprattutto quando in un settore come questo vengono fatti da multinazionali. Stiamo tentando di mettere una clausola con cui un certo intervento fiscale abbia un arco temporale definito. Abbiamo chiesto 800 milioni, una cifra importante, faticosa per il settore. In cambio di questa disponibilità del governo a riprendere l’itinerario stabilito in Conferenza Unificata chiediamo che ci sia uno sforzo massimo di unitarietà nel settore, abbiamo bisogno di un’interlocuzione che anche se agguerrita sia unica. E’ importante che il coinvolgimento degli enti locali non sia platonico. Noi li dobbiamo aggregare non per dargli una ricompensa economica ma per combattere l’illegalità, li dobbiamo coinvolgere anche attraverso risorse economiche a tutela del gioco legale ma contro il gioco illegale. In cambio di questo vogliamo una distribuzione equilibrata del gioco. Abbiamo ragionato in queste settimane su come andare avanti con un equilibrio complessivo. Proviamoci, la volontà c’è, vediamo se riusciamo a fare passi in avanti”.