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(Jamma) – Con 18 voti a favore, espressi dal gruppo Pd, gruppo Forza Italia, gruppo Biffoni per Prato e gruppo Movimento 5 Stelle, e il voto contrario del consigliere indipendente Emanuele Barselli, il Consiglio comunale di Prato ha approvato il nuovo Regolamento per il gioco lecito.

Questo va a sostituire il testo “Regolamento Comunale sugli apparecchi da divertimento e intrattenimento e sugli esercizi e locali in cui si svolge il gioco” del 2012.

Il nuovo testo normativo, in vigore a partire dai primi di aprile, è stato illustrato ieri mattina dal sindaco Matteo Biffoni, dall’assessore alle Attività Produttive Daniela Toccafondi e da Rosanna Sciumbata, presidente della Commissione Affari istituzionali, che a stretto contatto con il Servizio Attività economiche ha elaborato il regolamento. Per la prima volta è stato creato un punto di discrimine nell’ambito dell’ampio concetto di gioco tra quello che è potenzialmente fonte di approccio patologico da parte degli utenti e quello che non lo è, facendo da apripista in Toscana.

Il testo infatti questa mattina è stato presentato dal sindaco Biffoni anche nell’assemblea di Anci Toscana, che lo assumerà come proprio per essere condiviso con gli altri Comuni : «Il nostro obiettivo non è certo vietare il gioco, ma combattere il rischio che questo diventi una patologia non solo per i soggetti che vi rimangono coinvolti, ma anche per le loro famiglie – ha affermato Biffoni – Il restringimento delle maglie di questo regolamento intende appunto evitare che la vita delle persone venga messa a repentaglio dalla dipendenza dal gioco».

«Gli Uffici comunali hanno svolto un’attenta analisi delle diverse tipologie di gioco d’azzardo, quello ludico-ricreativo e quello che può sfociare nella ludopatia, stando comunque attenti a non creare divieti tali da essere facilmente impugnati giuridicamente – ha aggiunto l’assessore Toccafondi – Si tratta di uno strumento finalizzato alla prevenzione dei rischi, non alla repressione del gioco».

«Il percorso che la prima commissione ha fatto insieme ad Alessandro Golin e Michela Lilli, non è stato facile – ha spiegato la presidente della prima commissione Sciumbata – siamo stati costretti a vagliare ogni cosa confrontandoci con le leggi regionali e statali per proteggere la Pubblica amministrazione da eventuali ricorsi. Il Consiglio comunale si era già espresso nel 2012, ma non c’era la legge – dell’ottobre 2013 – quindi il regolamento è nuovo e non una modifica del precedente perché deve recepire la legge regionale ed le esperienze maturate altrove. D’altra parte si tratta di una materia vasta e complicata e si deve trovare un onorevole compromesso tra esigenze diametralmente opposte e inconciliabili: da una parte l’interesse che la persona non si ammali, dall’altra un’imprenditoria riconosciuta dallo Stato».

“Innanzitutto lo studio preliminare della materia elaborato in questi ultimi due anni – spiegano dal Comune – si è basato sui dati del Serd, il servizio Usl contro le dipendenze: il profilo del giocatore tipo è quello di una persona adulta, prevalentemente di sesso maschile, con livello medio-alto di istruzione, ma non mancano i giovani e i giovanissimi; la categoria degli ultrasessantenni è quella all’interno della quale si registra il maggior numero di persone con problemi gravi di gioco e in tutte le fasce di età la categoria che conserva il rapporto sano con il gioco è sempre minoritaria. I giocatori d’azzardo patologici che usufruiscono dei servizi di cura istituiti presso il Servizio Dipendenze di Prato sono passati dalle 4 unità prese in carico nel 2007 alle 172 nel 2015, con  13 nuovi ingressi nel primo semestre 2016. La richiesta di aiuto per problemi di gioco d’azzardo patologico appare in costante crescita ed è realistico attendersi un aumento anche per i prossimi anni.

Il regolamento, formato da 17 articoli,  ha valenza per le nuove aperture e le nuove installazioni di apparecchi da gioco quali slot machine, videopoker, videolottery (vlt), centri scommesse. Rimangono esclusi dalla disciplina le lotterie istantanee su piattaforma virtuale e/o con tagliando cartaceo (Gratta-e-vinci, Win for Life, 10 e lotto e similari), venduti direttamente dall’esercente o acquistabili attraverso distributori automatici; i giochi tradizionali di abilità fisica, mentale o strategica in cui l’elemento di abilità e trattenimento è preponderante sull’elemento aleatorio, quali biliardi, calciobalilla, flipper, giochi da tavolo e da società o che utilizzano specifiche consolle (Playstation, Nintendo, Xbox, ecc.), quando non sono effettuati tramite apparecchi automatici e semiautomatici che prevedono vincite in denaro; le sale dedicate esclusivamente al gioco denominato “Bingo”, in quanto la condivisione dell’esperienza ludica con i compagni di tavolo offre un valore socializzante non presente nel gioco gestito individualmente; le sale biliardo e le sale bowling, dedicate esclusivamente a tali giochi, in ragione della loro natura di attività sportiva riconosciuta dal CONI; i giochi del Lotto e del Totocalcio, in quanto tradizionalmente caratterizzati da tempi e ritualità estranee al rischio di compulsività del gioco.

Riprendendo le prescrizioni della Legge Regionale 85/2016, è vietata l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro ad una distanza inferiore a 500 metri,  da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale. La novità introdotta però dal nuovo regolamento pratese è l’ampliamento dei luoghi sensibili, di cui entrano a far parte anche oratori, discoteche, biblioteche, musei, i giardini pubblici di via Cristoforo Colombo, di via del Guado a Santa Lucia, di viale Montegrappa angolo via dello Zamputo e della Passerella in via Sant’Antonio, i parchi pubblici della Liberazione e della Pace (ex ippodromo) in via Roma, di Villa Fiorelli in via di Galceti: in quanto luoghi di costante aggregazione e di sosta prolungata, per lo studio e il tempo libero, dei giovani in età media compresa tra i 15 e i 29 anni; ospedali, ambulatori medici, centri di primo soccorso, centri di recupero psichico e motorio, case di cura, strutture ricettive per categorie protette; stazioni e fermate ferroviarie; terminal di autobus di linee urbane ed extraurbane. Inoltre, ai fini di tutela della salute pubblica, per evitare che la disponibilità immediata di denaro contante costituisca facile incentivo al gioco, è vietata: l’installazione di sportelli bancari, postali e bancomat all’interno dei locali di esercizio del gioco, siano essi centri di scommesse o spazi per il gioco con vincita in denaro; l’apertura di centri di scommesse e di spazi per il gioco con vincita in denaro ad una distanza inferiore a 500 metri da sportelli bancari, postali e bancomat, agenzie di prestiti e di pegno, attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento od oggetti preziosi.

Un importante ulteriore tutela è stata esplicitata per il centro storico: per esigenze di decoro urbano e tutela del patrimonio storico-monumentale, nel centro storico non è consentito l’insediamento di nuovi spazi per il gioco con vincita in denaro e di nuovi centri di scommesse.

Inoltre al fine di contenere l’offerta complessiva di gioco pubblico nel territorio comunale, e volendo l’Amministrazione incentivare la promozione di modalità alternative di pubblico intrattenimento, l’installazione di apparecchi per il gioco non è consentita: nei locali di proprietà del Comune e delle società partecipate; negli esercizi situati su area pubblica rilasciata in temporanea concessione, compresi i dehor seppur debitamente autorizzati.

Richiamo all’attenzione per il divieto ai minori di 16 anni delle ticket redemption, che sono delle macchine che il mercato offre ai bambini che è vero che non pagano in danaro, ma distribuiscono tagliandi che poi incentivano l’atteggiamento sbagliato per il gioco. Nell’articolo 12 sono specificati dettagliatamente i divieti per i minori e la pubblicità di vincite avute nei locali e l’obbligo di tenere all’interno del locale tutto il materiale informativo sulla possibilità di farsi curare e dove questo può essere svolto.

Un altro importante punto del regolamento è la concessione di  patrocini: dopo 18 mesi dall’entrata in vigore del regolamento, chi intende chiedere patrocini al Comune non può farlo se detiene slot giochi considerati a rischio.  Per chi invece vuole aprire una nuova attività, è previsto anche un cambiamento nel Regolamento del commercio su sede fissa: 10 punti in più alle aziende che decideranno di non mettere giochi patologici nel proprio locale. Invece in tema di coinvolgimento dei giovani nella prevenzione del rischio da dipendenza, sarà presto varato un concorso di idee nelle scuole per realizzare un logo da concedere gratuitamente ai locali e circoli che vorranno essere identificati dalla clientela come privi di possibilità di gioco. Il testo del regolamento e gli emendamenti sono stati approvati all’unanimità dalle Commissioni 1 e 2 lunedì scorso”.

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