In questi giorni mentre il Consiglio regionale del Piemonte è impegnato nella discussione di proposte di legge sul delicato tema del gioco di azzardo patologico i Vescovi piemontesi prendono di nuovo posizione. A scrivere sono i tre delegati pimentai alla pastorale sociale e lavoro, monsignor Marco Arnolfo, vescovo di Vercelli, alla Caritas monsignor Piero Del Bosco, vescovo di Cuneo e Fossano e alla pastorale della salute monsignor Marco Brunetti, vescovo di Alba.

“Fin dai primi anni 2010 le Chiese Locali della nostra Regione Ecclesiastica sono state fortemente interpellate dalla questione e dalle molteplici conseguenze – nella maggior parte dei casi negative – che sia la dimensione ludopatica che quella più tenue di una abitudine reiterata al gioco portano alle persone e alle famiglie. In situazioni di forte crisi del comparto economico ma anche di grandi opportunità di rilancio riteniamo utile concentrarsi congiuntamente sulla protezione delle fasce a rischio e sulla promozione di forme alternative di lavoro che possano assorbire gli operatori del comparto convertendone gli obiettivi economici senza metterli in contrasto con quelli etici e sociali. La nostra Regione ha alle spalle un tempo di sperimentazione di strumenti strategici ed operativi che, sia i dati sia i risultati, ci consegnano come interessante e generativo. Azioni di freno al processo attivato potrebbero avere ricadute poco opportune in mesi in cui saremo chiamati a grandi sforzi di innovazione e di coesione”.