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“Ci sono diversi aspetti da mettere in discussione in questa legge regionale. A cominciare dal principio di affidamento che viene ignorato, e sappiamo che non si può emanare un provvedimento retroattivo perché vengono disattese le aspettative di persone basate sulle norme in vigore in precedenza. Inoltre, l’effetto espulsivo, visto che si arriva al 99% di attività eliminate da un territorio, non è legittimo perché significherebbe impedire alle imprese di svolgere la loro attività”.

Lo ha detto il consigliere regionale di Forza Italia, Andrea Tronzano, a proposito della legge della Regione Piemonte entrata in vigore lo scorso novembre e per la quale i lavoratori del settore hanno protestato e ottenuto un’audizione da parte del presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti, e di alcuni consiglieri.

“Ero presente anch’io all’audizione di ieri” dice Tronzano “e devo dire che sono rimasto colpito dalle richieste dei lavoratori. Perché hanno descritto le loro situazioni con il cuore ma anche con intelligenza. Si tratta di lavoratori che rischiano, loro malgrado, di diventare dei disoccupati e di gravare, quindi, sulle spalle della collettività. Credo che la legge regionale sia stata approvata a suo tempo con le migliori intenzioni all’unanimità, quindi anche con il sostegno dell’opposizione della quale oggi faccio parte anch’io (Tronzano è subentrato di recente a un consigliere eletto in Parlamento ndr). Ma gli obiettivi, che erano quelli di contrastare il gioco patologico, non si sono raggiunti. E in più si sono create delle difficoltà a un settore produttivo del tutto legale”.

Alla luce di queste considerazioni, Tronzano sta proponendo degli interventi urgenti. Per prima cosa, degli emendamenti che potrebbero rientrare nel decreto Omnibus, in discussione tra ottobre e novembre, per modificare la legge ed evitare le conseguenze più pesanti. Ma per un intervento più organico, ha proposto di creare un tavolo tecnico nel quale coinvolgere tutti gli attori di questo settore: Regione, Monopoli, Guardia di Finanza, concessionari del gioco e i vari soggetti che compongono la filiera, dagli esercenti ai noleggiatori ai gestori.

“Tra gli emendamenti che sto preparando, e che in questa fase saranno proposti individualmente, c’è la formazione professionale di tutti gli operatori che hanno contatto con il giocatore. Devono essere messi in condizione di riconoscere i comportamenti di un giocatore a rischio e intervenire per tempo. Ho già avuto l’adesione di alcuni consiglieri della Lega, ma credo che dovremo aprire un dialogo anche con il Pd”.

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