“Questa sera, insieme ai colleghi Raffaele Gallo e Diego Sarno (PD), interverrò durante una diretta sul tema del gioco d’azzardo patologico, centrale, in questo momento, nel dibattito pubblico per la Regione Piemonte, che rischia di ripristinare un’offerta di gioco pericolosa per i giocatori patologici, qualora la maggioranza dovesse modificare, come sta tentando di fare, la legge in vigore. Il confronto sarà interessante perché a parlare saranno diversi soggetti della società civile: dai medici, agli psicologi esperti sul fenomeno delle dipendenze, nonché i referenti di Libera Piemonte e Avviso Pubblico. La rete nazionale degli Enti locali antimafia
da sempre impegnati nella lotta alle mafie e nel promuovere la cultura della legalità”. E’ quanto ha scritto il consigliere regionale del PD, Domenico Rossi (nella foto).

“Non vogliamo proibire nulla, ma solo ribadire che il fenomeno del gioco va regolato. Parliamo di un settore che è cresciuto tantissimo nei primi anni duemila. L’eccesso di offerta ha fatto crescere la domanda e generato anche un’esplosione di problemi legati alla ludopatia. Proprio questa consapevolezza ci portò a votare all’unanimità la legge del 2016. Oggi la Lega, saltando tutti i passaggi e ogni confronto vorrebbe semplicemente cancellarla. Ci opporremo con forza e non siamo soli in questa battaglia. Il diritto al lavoro e all’impresa deve essere armonizzato con diritto alla salute e la tutela dei più fragili” ha aggiunto.

E ancora: “La discussione sulla legge regionale sul gioco d’azzardo patologico la faremo in presenza e questo è un bene perché la maggioranza dovrà finalmente garantire i numeri senza la comodità di collegarsi dall’auto o cose simili. Visto che la Lega ha annunciato un’operazione verità sui social può cominciare a spiegare come mai tra il 2013 e il 2016 ha sostenuto posizioni radicali contro il gioco d’azzardo patologico, attraverso una battaglia in prima linea dello stesso Matteo Salvini che prometteva interventi in tutte le regioni, per poi passare senza battere ciglio a voler cancellare la legge piemontese nonostante le proteste di buona parte della società. Lo stesso partito che nel 2016 votò la legge attualmente in vigore, oggi cambia idea radicalmente. Siamo abituati all’ambiguità di questo partito che cambia idea praticamente su tutto in base alle convenienze, ma nel caso specifico del GAP resta una domanda: perché? Non vale la strumentalizzazione sul mondo del lavoro. Per due anni hanno avuto il tempo di produrre report con dati puntuali e invece abbiamo solo stime di soggetti esterni che raccontano il contrario dei dati istituzionali. Ma soprattutto, perché, se hanno a cuore davvero il futuro dei lavoratori delle sale da gioco non sposano la posizione di Forza Italia Piemonte? Con un articolo avrebbero concesso una proroga al settore e avrebbero anche depotenziato il lavoro delle opposizioni. I lavoratori dovrebbero chiedere conto di questa scelta alla Lega. Perché non accettano la proposta di Forza Italia e Fratelli D’Italia Piemonte? Perché si ostinano a voler cancellare l’intera legge riportando il Piemonte al far west con una macchinetta in ogni angolo? Qual è la posta in gioco?” ha concluso Rossi.