“Anche questa settimana sono proseguite le audizioni dei soggetti coinvolti nel gioco d’azzardo, volte a verificare la necessità, secondo la maggioranza di centro destra, di un’urgente modifica dell’attuale legge regionale a contrasto del gioco d’azzardo patologico. Tuttavia, tale urgenza non si spiega alla luce dell’ultimo incontro avvenuto in Commissione: l’Ires conferma quanto aveva detto nelle precedenti occasioni in cui era stato sentito, con i dati che arrivano fino al 2019, e cioè che ‘le restrizioni sulle slot machine introdotte in Piemonte dalla legge regionale 9/16 hanno prodotto, tra il 2016 e il 2019, una riduzione di 15,2 punti percentuali sui volumi di gioco e di 19,1 punti percentuali sulle perdite dei giocatori rispetto alla media nazionale. Nel medesimo lasso di tempo non risultano incrementi evidenti a favore del gioco online, mentre gli effetti occupazionali registrano perdite minime nel settore dei giochi e saldi positivi nel settore delle tabaccherie’. Ora il centro destra, e in particolare la Lega, vorranno dirci la verità sulla scelta di cancellare la legge regionale in vigore? E’ evidente a tutti che non c’entra la preoccupazione per la salute dei piemontesi, che non solo ha registrato, per i giocatori patologici, margini di miglioramento da quando legge è in vigore, ma potrebbe addirittura aumentare la sua efficacia se la norma fosse applicata in ogni suo aspetto. Noi continueremo la nostra battaglia in Consiglio regionale a difesa della legge perché, se il centrodestra tiene a difendere gli interessi particolari del settore gioco, è legittimato a farlo, ma non strumentalizzi la salute dei cittadini”. Così in una nota il consigliere regionale del PD in Piemonte, Domenico Rossi (nella foto).