Si è aperto ancora tra le polemiche il consiglio regionale del Piemonte con all’ordine del giorno la modifica della legge regionale sui giochi. Le minoranze si sono inizialmente soffermate in maniera critica sull’assenza di parte della giunta, in particolare su quella del vicepresidente Fabio Carosso e del presidente Alberto Cirio.

In merito all’assenza di Cirio il consigliere Giorgio Bertola (M4O) ha detto: “La sua presenza sarebbe importante, almeno per fare un po’ di chiarezza su quello che lui effettivamente vuole rispetto a questa proposta di legge. Mi risulta, ad esempio, che il suo parere non sia proprio allineato, so che è contrario alle slot nei bar”.

Diego Sarno (PD): “Bisognerebbe fare un po’ di chiarezza, stiamo occupando l’aula per una discussione con una maggioranza che anche all’interno dei singoli partiti ha delle visioni diverse. Avremmo voluto avere il primo rappresentante di questa coalizione in aula per costruire una discussione sensata su questo provvedimento. E’ inconcepibile questa assenza”.

Mario Giaccone (Monviso): “Preferirei vedere Cirio in aula, capisco che la materia sia scottante e non essendo la maggioranza granitica su questo argomento ci siano delle difficoltà a venire a dare spiegazioni. Però la sua presenza aiuterebbe ad avviare un ragionamento che in questo momento non parte”.

Silvio Magliano (Moderati): “Vorrei capire le motivazioni per le quali il presidente non è in Aula, è evidente che ci sono delle spaccature all’interno della stessa maggioranza”.

Sergio Chiamparino (PD) ha quindi avanzato una richiesta di pregiudiziale: “Non si deve discutere questo disegno di legge sul gioco perchè c’è un’altra questione più importante, il tema della TAV”.

Per le opposizioni la modifica proposta dalla Lega è una “sanatoria”. Bertola (M4O): “Chi si voleva adeguare ha avuto il tempo necessario. Questa legge va anche a svantaggio di chi si è adeguato, praticamente chi si adegua alle leggi è un fesso” ha detto.

Anche Sean Sacco (M5S) ha presentato una richiesta di pregiudiziale: “Questa legge cancellerebbe i risultati positivi ottenuti dalla precedente legge. Abbiamo avuto un netto miglioramento dei dati sulla ludopatia. L’articolo 32 della Costituzione tutela la salute e noi vogliamo difendere quella di chi è colpito da questa patologia. Si sta attentando all’articolo 32 della Costituzione. Nei momenti di difficoltà economica come questo le persone sono più vulnerabili”.

Richiesta di pregiudiziale anche di Bertola (M4O): “Il mantra della retroattività della maggioranza riporta un dato che è falso. In realtà la retroattività viene introdotta da due loro emendamenti che sono una fucina di pregiudiziali, così come tutta la legge. Questi emendamenti riportano infatti ad una situazione che è precedente alla legge del 2016 per alcuni soggetti. La legge del 2016 non era retroattiva, dato che diche che le attività si dovevano adeguare entro un tempo stabilito. Invece la proposta di legge 99, se verranno accolti i due emendamenti in questione, introdurrà elementi di retroattività”.

Monica Canalis (PD): “Rischiamo di esporci ad un’impugnativa certa”.

Sarah Disabato (M5S): “Non si è trattato di una norma ingiusta, anzi, è stato dato del tempo per adeguarsi. Non c’è alcuna retroattività. Si creerebbe anche un conflitto tra chi si è adeguato e chi no”. La consigliera grillina ha poi presentato una sua pregiudiziale: “I sindaci e gli amministratori locali ci stanno chiedendo di fermare questa pdl, dobbiamo ascoltarli, non possiamo ignorarli. Se questa non è una buona ragione per interrompere questa discussione non so quale altra potrebbe esserlo”.

Il consigliere Bertola (M4O): “E’ imperdonabile che questa legge escluda i sindaci dall’ambito degli interventi sul territorio per il contrasto al gioco d’azzardo patologico”.

Sean Sacco (M5S): “I sindaci hanno già grosse difficoltà a dare speranza ai cittadini, ora gli impediamo anche di poter intervenire sul tema del gioco patologico. Ripensateci”.

Marco Grimaldi (LUV): “Abbiamo dato una programmazione, non coinvolgere i sindaci è sbagliato. Questa legge cancella totalmente un’altra legge, pensate al colpo al cuore che hanno avuto i primi cittadini”.

Anche il consiglire Daniele Valle (PD) ha presentato una pregiudiziale riguardante l’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza: “Riaprendo i rubinetti delle macchinette da gioco andiamo a creare effetti differenti sulla popolazione a seconda dello stato economico e sociale. Chi ha meno risorse si espone a un rischio di perdita molto maggiore. Il legislatore ha fatto bene a limitare la presenza di queste installazioni e a prevedere delle scadenze per l’adeguamento”.

La discussione è proseguita sullo stesso tenore tutta la giornata con la presentazione di continue richieste di pregiudiziali.