“Noi come Lega rivendichiamo con forza un settore che è stato troppo strumentalizzato, il tutto sulla pelle di 1.700 persone che hanno già perso il lavoro e altre 5mila persone che rischiano di perderlo. Il gioco è legale, dà soldi allo Stato, garantisce controllo. Una persona può essere libera di giocare, con moderazione. Le persone malate noi vogliamo aiutarle, gli va impedito di giocare. Però i dati dell’IRES ci dicono che i giocatori problematici sono l’1,5%, il resto sono persone che giocano in maniera normale. In questo modo, in un sistema lecito e legale, giocando pochi euro fanno sopravvivere sale giochi e bar. Dove non c’è il gioco legale c’è l’illegalità”.

Lo ha detto in aula il consigliere regionale della Lega in Piemonte, Alberto Preioni (nella foto), durante la discussione sulla pdl della Lega che intende modificare l’attuale legge sui giochi.

“Vogliamo che questo settore sia regolamentato e gestito dallo Stato, non vogliamo lavoratori di serie A e di serie B. Molti emendamenti nella maggioranza riteniamo siano accoglibili, ci stiamo lavorando. Ad esempio quelli sul garantire poteri ai sindaci e aumentare i fondi destinati ai Serd. Non si può chiudere il settore, ma vanno curati quelli che hanno problemi. Ci fanno la morale quelli che sono a favore della legalizzazione della droga. Io ieri non ho visto in piazza malfattori, ma gente normale che chiede di lavorare e ha investito in un settore legale. Con la legge del 2016 c’è stato un abominio giuridico. Cosa c’entra la distanza da un cimitero? Vicino ai compro oro lo capisco, ma altri luoghi sensibili non hanno senso”.