“Maggioranza divisa, alla fine la Lega si è schiantata. È mancata la politica come capacità di dialogo e ascolto. Prevale l’attenzione alla salute e ai più fragili, vince il buon senso”. Così in una nota Monica Canalis, consigliera regionale e vice segretaria del PD in Piemonte.

“Sulle malattie come il Gioco d’Azzardo Patologico non si scherza, soprattutto in mezzo a una pandemia che ha messo la salute al primo posto tra i pensieri dei piemontesi. La Lega non ha retto l’opposizione istituzionale delle forze di minoranza e la determinata protesta della società civile, e non ha saputo tenere unita la maggioranza su una proposta di legge che avrebbe cancellato ingiustamente i buoni risultati della Legge regionale 9/2016. Quella che è mancata al Consiglio Regionale in questi giorni è la politica. La politica non si fa con le prove di forza o con i colpi di mano, neanche quando si vincono le elezioni. Per fare politica occorre una capacità di mediazione ed una disponibilità al dialogo e all’ascolto, non tanto dei poteri economici, che vogliono influenzare le decisioni, ma delle forze sociali e professionali che curano i malati e accolgono i più fragili. La Lega ha rifiutato ogni mediazione e si è schiantata. Speriamo che questa esperienza sia utile per il futuro, perché la qualità del dibattito democratico migliori e si basi non solo sulla forza, ma anche sul buon senso”.

Il gruppo PD: “Abbiamo respinto il secondo attacco del centrodestra che voleva abrogare una legge che funziona, quella sul contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, approvata nel 2016, una legge equilibrata che tutela salute e lavoro, una legge condivisa della quale avevamo discusso in tutte le sedi opportune e che contemperava entrambi gli aspetti. La legge che contrasta il gioco patologico è salva. La maggioranza di centrodestra è implosa al proprio interno e il Presidente Cirio non si è mai presentato in Aula per esprimere la propria posizione, brillando per la propria assenza. Le opposizioni hanno difeso una legge giusta che ha dato risultati importanti e l’hanno fatto utilizzando gli strumenti della democrazia. Il centrodestra aveva minacciato lunghi mesi di Aula. Dopo quattro sedute è capitolato. Il Presidente della Lega ha annunciato un nuovo provvedimento, ci ha accusati di ostruzionismo becero, ha tuonato che ci rivedremo in Aula. Li aspettiamo: continueremo a difendere una legge che ha arginato e contrastato una patologia grave che impatta duramente sulla società, che impoverisce e distrugge cittadini e famiglie. L’azzardo della Lega è stato quello di pensare che l’avremmo permesso”.

Il consigliere Domenico Rossi (PD): “Oggi vincono i piemontesi contro l’arroganza della Lega e di chi voleva abrogare la legge regionale sul gioco d’azzardo patologico. La maggioranza, sorda a ogni richiesta di confronto e approfondimento, ha comunicato ieri pomeriggio in aula di “sospendere” la proposta di legge di fronte al lavoro serio e puntuale delle opposizioni in aula, annunciando un nuovo Disegno di Legge della Giunta. In pratica ritira la legge Leone. Lo fa blaterando di “distorsione della democrazia” da parte delle opposizioni “colpevoli” di voler emendare la legge, quando proprio loro hanno saltato tutti i passaggi istituzionali di confronto sulla legge ignorando le tante voci contrarie. Una decisione che svela, una volta per tutte, la strumentalizzazione sul tema dei lavoratori. Se avessero avuto a cuore davvero il loro destino sarebbe bastato votare l’emendamento Ruzzola (FI) che prevedeva una proroga per il settore delle sale gioco, dando così anche il tempo per approfondire i tanti aspetti della legge. Anche le opposizioni si erano rese disponibili a valutare questo scenario. La verità, invece, è che i lavoratori sono stati strumentalizzati per l’opinione pubblica, ma la la posta in gioco è un’altra e riguarda almeno tabaccai e baristi, ma soprattutto c’è la volontà di bloccare il “modello Piemonte” perché mette in crisi un sistema cresciuto a dismisura negli ultimi anni sulle spalle degli ultimi. Ai lavoratori vorrei dire due cose: non lasciatevi strumentalizzare perché con la scelta di oggi la Lega dimostra che ha altri obiettivi in mente. La seconda è che non ci si libera né ci si emancipa da soli. La difesa dei propri interessi non può non tenere conto del dolore e del dramma dei tanti cittadini vittime del gioco d’azzardo patologico. Non bisogna cadere nella trappola della guerra tra poveri, perché a guadagnare è solo il profitto. La partita ora va avanti. Leggeremo le proposte della maggioranza augurandoci che questa volta non voglia saltare i passaggi di confronto previsti dallo Statuto e dal Regolamento del Consiglio, ma soprattutto che il Presidente Alberto Cirio e gli assessore Luigi Genesio Icardi e Elena Chiorino ci mettano la faccia e ci dicano come vogliono tenere insieme salute e occupazione a partire da numeri istituzionali e non da ricerche presentate dal settore del gioco”.

Il consigliere Diego Sarno (PD): “Una vittoria in Consiglio regionale del Piemonte: la Lega ritira la pdl sul gioco d’azzardo patologico. Oggi hanno vinto i cittadini che continueranno a essere tutelati dalla legge 9 del 2016. Un ringraziamento va ai Sindaci, a Libera Piemonte, ad Avviso Pubblico. La rete nazionale degli Enti locali antimafia, alle tante associazioni cattoliche e non, alle associazioni di volontariato, ai circoli e a tutte le realtà che hanno difeso una legge giusta e funzionante. La maggioranza presenterà un Disegno di Legge della giunta, per limitare l’azione delle opposizioni, e quindi il Presidente Cirio assente e in silenzio fino ad oggi, insieme agli assessori Icardi e Chiorino, dovrà rispondere a due semplici domande: da che parte sta? Da quella della tutela della salute dei cittadini o da quella delle lobby? Noi ovviamente non ci stiamo, continueremo a fare battaglia su questo, mantenendo alta l’attenzione perchè le realtà imprenditoriali possano tutelare i propri lavoratori adeguandosi alla legge vigente. Saremo disponibili al confronto in commissione, questa volta però coinvolgendo davvero tutti i soggetti che svolgono, quotidianamente, un lavoro strabiliante di cura per le persone che sono cadute nel baratro della dipendenza”.