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“Le dichiarazioni del Presidente della Commissione d’inchiesta sul gioco pubblico del Senato, Mauro Marino sono preoccupanti e assolutamente fuori luogo”. Così i consiglieri regionali del Piemonte Domenico Rossi (nella foto) e Diego Sarno hanno commentato alcune esternazioni del Senatore di Italia Viva: rilasciate durante l’evento tenutosi a Rivoli (TO) dal titolo “In nome della legalità”, ideato e promosso da Codere Italia, multinazionale di riferimento nel settore del gioco legale.

“Non è certo richiamando le posizioni della Lega e dell’industria del gioco che il Senatore Marino svolge al meglio il suo ruolo di Presidente di Commissione che, invece, dovrebbe essere il garante del lavoro dei parlamentari. Se vuole ritagliarsi un ruolo di parte, o peggio ancora da ‘tifoso’, rimetta il suo incarico. Le sue esternazioni non sono solo fuori luogo, ma anche distanti dalla realtà, soprattutto per un piemontese che ha potuto osservare da vicino gli effetti delle Legge 9 del 2016 stravolta recentemente proprio dalla destra che governa la Regione. Il senatore Marino sa benissimo che il settore del gioco è cresciuto a dismisura negli ultimi decenni a discapito delle fasce più deboli che pagano il conto più alto di una vera e propria piaga socio-sanitaria: la ludopatia. Proprio il caso piemontese dimostra che distanziamenti e orari ridotti hanno diminuito il numero di giocatori patologici, le perdite dei cittadini e le ripercussioni sociali su giocatori e le loro famiglie, senza eliminare un settore che ha mantenuto numeri molto floridi. Sull’equazione meno gioco legale più gioco illegale ci siamo soffermati troppe volte e, davvero, non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare. Basterebbe leggere i verbali delle audizioni di Guardia di Finanza e DDA in commissione regionale o studiare la relazione che la DIA ogni anno presenta al Parlamento attraverso il Ministero dell’Interno per scoprire che le mafie hanno interesse sia nel gioco legale sia in quello illegale: il gioco legale è un mezzo per controllare il territorio e per riciclare denaro. Il gioco illegale negli ultimi anni si è spostato soprattutto online e serve a riciclare denaro appoggiando i server in paesi off-shore. Semmai proprio per questo occorre una normativa nazionale uniforme che prenda spunto da esperienze virtuose come quella vissuta dal Piemonte tra il 2016 e il 2021 che mettono la salute dei cittadini al primo posto e non gli interessi di un settore economico”.

Sulla stessa linea il prof. Paolo Jarre, Direttore del Dipartimento delle patologie da dipendenza della Asl Torino 3: “Il senatore torinese Mauro Marino, presidente della Commissione Finanze del Senato e attualmente – ahimè – presidente della Commissione di inchiesta sul gioco pubblico, esponente di Italia Viva, ha fatto affermazioni che “neppure uno degli esponenti regionali leghisti promotori della controriforma della legge per il contrasto al gioco d’azzardo patologico avrebbe avuto l’ardire di pronunciare. Contro l’assenza di qualsiasi seppur minima e vaga evidenza di quanto affermato dal senatore Marino (non c’è alcuna misurazione scientifica del gioco illegale e le autorità più vicine alla sua valutazione come la Guardia di Finanza hanno in più occasioni smentito questa retorica della filiera commerciale…) ci stanno invece robustissime prove del grande effetto protettivo della Legge 9 del 2016 del Piemonte “.