“La retroattività nel nostro ordinamento è proprio un’altra cosa. Si sta utilizzando questa parola a fini politici, non giuridici. Altrimento lo Stato italiano avrebbe impugnato la norma”.

Lo ha detto in aula il consigliere regionale del Piemonte, Silvio Magliano (Moderati), durante la discussione sulla pdl della Lega che intende modificare l’attuale legge sui giochi.

“Abbiamo sentito crescere il numero di persone che perdono il posto di lavoro di giorno in giorno, se continuiamo così chissà quanti diventeranno. Questa legge andava discussa in Commissione. Questa legge ha visto posizioni diverse anche nella maggioranza, vorremmo che si svelasse se c’è davvero una maggioranza o meno”.

Giorgio Bertola (M4O): “La legge del 2016 non è retroattiva. Lo dice la logica, lo dicono le sentenze della magistratura. Dispone delle misure per il futuro, fino a 5 anni. Retroattivo è quello che vuole fare la maggioranza. Molti giocatori se devono camminare più di 10 minuti magari rinunciano? Allora il distanziometro funziona. Lo spostamento sull’online? E’ minore rispetto al resto d’Italia. Stiamo favorendo l’illegalità? Questo non lo accetto più. E’ falso. L’illegale c’era, c’è e ci sarà. Io rispetto le opinioni di tutti, però andiamo sui dati reali forniti dalle nostre istituzioni nell’ambito della clausola valutativa. Confrontiamoci su questi”.

Mario Giaccone (Monviso): “Tutti sappiamo che non si possono creare prospettive economiche se vanno a danno della salute pubblica. Ce lo hanno detto tanti componenti della nostra comunità”.

Sean Sacco (M5S): “La nostra posizione è chiara. I dati sono indiscutibili, grazie a questa legge in Piemonte sono stati risparmiati al gioco dal 2016 ad oggi circa 700 milioni di euro. Non dobbiamo tornare al far west, come nel 2016 quando c’erano sempre persone sedute a giocare con le slot in bar e tabacchi. Le persone che perderanno il lavoro? I numeri non sembrano essere quelli che dite voi, vanno molto ridimensionati. Queste persone vanno comunque aiutate e ricollocate. Non possiamo, per far lavorare qualche centinaio di persone, metterne a rischio migliaia. Abbiamo fatto un servizio alla comunità. Abbiamo ridotto le occasioni di gioco. Siamo contro questa modifica alla legge, non vediamo la volontà di migliorarla. Per questo abbiamo presentato emendamenti per fermare il consiglio per 218 giorni. Ragioniamo sui dati e troviamo una soluzione per questi lavoratori senza mettere sotto il naso a tantissimi piemontesi le slot”.

Marco Grimaldi (LUV): “Questa legge contrasta il gioco d’azzardo patologico, il suo scopo è esclusivamente la tutela delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione. Noi siamo stati dei veri riformisti, in Piemonte c’è stata una diminuzione netta delle perdite e anche i soggetti presi in carico sono calati. Si stanno pienamente realizzando gli obiettivi. Gli stessi giocatori patologici concordano sui limiti di distanza e di orario. State raccontando un sacco di balle ai lavoratori. State raccontando un mondo che non c’è. Voi volete una legge contraria a quello che hanno chiesto i Comuni. Voi volete una legge che ignora la realtà”.

Domenico Rossi (PD): “Sono diminuite le perdite dei piemontesi, così come sono diminuite le persone che si ammalano. Il Piemonte è un laboratorio di resistenza davanti al fenomeno di colonizzazione messo in atto dall’industria del gioco nell’intero paese. Siamo quello che potrebbe diventare un modello per tutta Italia. Se noi togliessimo i patologici questo settore non starebbe in piedi”.

Sarah Disabato (M5S): “I dati positivi tramite questa legge sono tanti. Meno gioco, meno perdite, pià salute. Ritengo necessario ascoltare tutti quelli che dicono di fare un passo indietro rispetto a questa pdl. Vi stiamo dando tempo per riflettere, gli emendamenti li abbiamo presentati solo per difendere la salute delle persone più fragili”.

Ivano Martinetti (M5S): “Il gioco d’azzardo è sempre esistito, però aveva un valore sociale, era una cosa più informale, si utilizzava a fini di aggregazione con piccole somme. Oggi è diventata tutta un’altra cosa. Si colpiscono soprattutto le categorie disagiate. Oggi siamo qui a difendere una legge che voi della maggioranza ipocritamente state dicendo di voler migliorare. E’ tutto perfettibile ma non è con i vostri rimedi che andremo a migliorarla. Non siamo proibizionisti, se c’è qualcosa da correggere siamo qui, ma le correzioni devono essere serie”.

Diego Sarno (PD): “La legge del 2016 è un buon esempio da trasferire in tutta Italia e in tutte le regioni. Avete provato a fare un colpo di mano già lo scorso anno. Ora ne avete provato un altro. Avete promesso audizioni, promessa mancata. Non stiamo parlando di proibizionismo, ma di awp e vlt, le macchine da gioco che a detta di esperti portano alla ludopatia. I lavoratori? I vostri sono numeri sbagliati. La stessa CGIA di Mestre dà numeri diversi. Oggi si parla di 100 lavortori in meno. In provincia di Torino 31 Comuni hanno emesso ordinanze sul gioco, sarebbero lasciati soli rispetto ai ricorsi delle aziende del gioco se passa la vostra legge. Questo è da irresponsabili. I numeri di IRES dicono che questa legge ha funzionato sul contrasto alla ludopatia. Lo dicono tutti gli osservatori neutrali e istituzionali”.

Francesca Frediani (M4O): “Non credo si possa paragonare la riapertura delle attività di gioco con altre, come la scuola. Dobbiamo operare per tutelare la collettività. La disperazione di una parte non può affossare la tutela di tutta la collettività. Noi accogliamo le richieste sui rischi dei posti di lavoro, bisogna occuparci della questione tramite ricollocazione, senza smantellare una norma che funziona e potrebbe funzionare ancora meglio”.