Il consigliere Maurizio Marello è intervenuto ieri nel corso della discussione generale in merito al disegno di legge 144 che si propone di modificare la legge 9/2016 sul gioco d’azzardo.

«Negli ultimi decenni diversi passaggi hanno cambiato in maniera radicale le caratteristiche del gioco d’azzardo», ha ricordato Marello. «Innanzitutto è stato liberalizzato, diventando accessibile alle masse e poi è stato oggetto di una grande diffusione e diversificazione che ha dato il via a numerose tipologie di gioco, dalle slot machine, alle lotterie, fino ai gratta e vinci e al gioco online. Non ultimo il gioco è stato oggetto di una grande attenzione da parte dei governi, intenti a contrastare il gioco illegale, senza ostacolare il gioco legale che produce per il sistema fiscale entrate molto significative. I vari Stati hanno dunque iniziato a finanziare attività di welfare e cultura tese a risolvere questioni sociali scaturite dal gioco, con proventi derivati dallo stesso. Il gioco ha avuto perciò una crescita esponenziale, diventando spesso un elemento di riscatto economico ricercato da persone povere, una sorta di “tassa” volontaria pagata dai poveri allo stato, senza averne un ritorno in termini di servizi bensì un ritorno in termini di sofferenza».

«Nel 2016 il nostro Paese era il terzo al mondo per rapporto tra popolazione e numero di slot machine», ha aggiunto il consigliere Pd, «Gli enti locali, più vicini ai cittadini, percepivano lo sfascio prodotto dal gioco: i sindaci hanno iniziato a esercitare il loro potere tentando di porre rimedio alla situazione con i mezzi a loro disposizione. Successivamente le Regioni hanno fatto lo stesso e il Piemonte ha elaborato la legge 9/2016 che, offrendo 5 anni agli esercizi per spostare le slot, ha contribuito a ridurre del 20% le patologie legate al gioco».

Marello si è rivolto poi alla maggioranza regionale: «Volendo modificare tale legge voi considerate un unico aspetto: quello imprenditoriale ed economico. La politica però dovrebbe guardare la questione nella sua complessità, lavorando a tutti i livelli per limitare il gioco d’azzardo sapendo di non poterlo cancellare, ma di non doverlo incrementare. Il disegno di legge 144 ha sconfitto la politica, perché scaturisce da un rifiuto del dialogo, ha sconfitto i piemontesi che non desiderano un ritorno al passato, i sindaci che rivedranno le “slot” ad ogni angolo dei loro comuni e il buonsenso che spesso invocate ma che non state praticando».