Dal PD 5mila emendamenti per mantenere la legge regionale sul gioco d’azzardo in Piemonte. Pd, sindaci, Cgil, associazioni da Libera al Movimento dei focolari e Acli, si sono dati appuntamento in piazza Castello a Torino.

“E’ una legge che va tutelata – spiegano i manifestanti – per tutelare le fasce deboli”. I consiglieri regionali Dem Diego Sarno, Domenico Rossi e Monica Canalis seguiranno la seduta odierna con i pc dalla piazza. “Non rispondiamo alla pandemia riproponendo le slot machines – aggiungono dalle associazioni -, la legge approvata nel 2016 all’unanimità sta combattendo con successo la dipendenza dall’azzardo. Alla politica si chiede di trovare risposte nuove alle ricadute occupazionali”.

“Facciamo appello al Presidente Cirio e a tutta l’Assemblea Regionale – continuano – non possiamo rispondere ai danni della pandemia riportando nei centri abitati le slot machines”. Il Pd promette battaglia in aula “faremo ostruzionismo – assicura Diego Sarno – presentando cinquemila emendamenti”.

“Manomettere queste legge significa attentare alla salute pubblica, come si decidesse di abolire l’uso della mascherina mei luoghi pubblici perché i commercianti si lamentano” ha detto Paolo Jarre – medico, direttore del Dipartimento “Patologia delle dipendenze” dell’Asl TO3.

“Non c’è nessuna buona ragione per tornare indietro – attacca Andrea Turturro di Libera Piemonte -. I dati dimostrano che sono diminuite le persone seguite per la dipendenza da gioco a parte d’azzardo patologico, è diminuita la spesa per le macchinette, e per contro non sono aumentati della stessa proporzione i giochi online”.

“Abbiamo presentato 5.000 emendamenti al progetto di modifica della legge sul gioco d’azzardo patologico. È la nostra risposta al fatto che questa legge non è stata portata nemmeno in commissione e quindi non hanno ascoltato le associazioni che oggi sono qui in piazza e che avrebbero raccontato loro perché questa legge è una buona legge. I dati lo dimostrano sia sul livello occupazionale, sia sulla riduzione del gioco d’azzardo patologico” spiega ancora Diego Sarno.

“Un blitz che vuole modificare il distanziamento dai luoghi sensibili che passa da 500 metri a 250 metri; vengono ridotti i luoghi sensibili, noi avevamo inserito i compro oro, le parrocchie, le scuole; tolgono la copertura legislativa verso i Comuni che avevano l’obbligo di regolamentare per almeno 3 ore al giorno la chiusura; infine la retroattività sia per i bar che per i tabacchini e per le sale slot”, continua Sarno.

Retroattività che è l’elemento di questa legge più contestato anche dagli stessi esercenti: “La retroattività però riguarda luoghi che per core business non hanno le macchinette. I baristi non salvano le loro attività con le macchinette, così come i tabacchini. Le sale slot sono generalmente sale scommesse invece” ha aggiunto.