La legge in materia di gioco d’azzardo di iniziativa leghista tiene banco in Consiglio Regionale del Piemonte. Il calendario dei lavori prevede infatti, a partire da domani, tre giorni di attività consiliare dedicata anche all’esame della proposta su cui pesano oltre 70.000 emendamenti presentati per la maggior parte dall’opposizione, ovvero gruppo PD, M5S, LUV e M4O.

Ma i problemi per questa iniziativa non vengono solo dalle forze di minoranza. A mettere in dubbio l’approvazione di una norma che cancellerebbe l’effetto retroattivo della legge del 2016, che impone la disinstallazione di tutte le slot che non rispettano la distanza minima dai luoghi sensibili (entro il 21 maggio prossimo), c’è soprattutto la contrarietà di Fratelli d’Italia e degli esponenti di Forza Italia.

Per i primi si tratta di una scelta che piomberebbe dall’alto, ovvero dalla direzione nazionale del partito che rivendica la sua assoluta contrarietà alle attività di gioco legale e che vede in questa legge regionale una sorta di resa rispetto ad un principio più volte ribadito.

Forza Italia sarebbe invece disponibile ad una sorta di compromesso dal quale ne uscirebbero, per così dire sconfitte, le slot a vincita limitata installate nei bar. Ovvero, vada per le sale giochi intese come esercizi ‘specializzati’ ma forti restrizioni per i locali generalisti. A partire dal rispetto delle limitazioni orarie volute dai Comuni.

Questo vorrebbe dire la definitiva chiusura per moltissime aziende che operano nella gestione degli apparecchi nei bar e nelle tabaccherie e che sappiamo essere la maggioranza.

A dirimere la questione toccherà oggi al presidente Alberto Cirio, di cui ricordiamo bene la posizione di estrema lucidità espressa nel 2017 rispetto alla questione degli apparecchi da intrattenimento a vincita. Fu proprio lui, al tempo, in qualità di europarlamentare, a presentare una petizione ritenendo “gli effetti della legge sproporzionati rispetto all’obiettivo di scoraggiare il gioco d’azzardo patologico e tali da costituire una palese violazione delle libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi. La legge piemontese, elaborata in un contesto diverso da quello attuale, è sbagliata ed è più la bandiera di una posizione politica che utile a risolvere il problema”.

La sua posizione sarà rimasta la stessa? Più volte sollecitato ad esprimersi Cirio ha preferito rimandare ogni commento o dichiarazione sulla vicenda. Ma adesso pare non possa più evitare il confronto con tutti i gruppi di maggioranza.

L’assessore alle attività produttive Andrea Tronzano (FI) sceglie invece la via della chiarezza, a dispetto di tutto e tutti. “È vero – dichiara a proposito dell’attuale legge -, io sostengo la necessità di cambiarla. Si tratta di una legge che affronta il tema del gioco patologico in modo ideologico e ha creato danni senza dare alcun beneficio al contrasto della ludopatia”.