Print Friendly

(Jamma) – “Il giro d’affari delle slot machine in Piemonte è di circa 3,7 miliardi l’anno, circa un terzo del debito complessivo della Regione. Da oltre un anno il Piemonte ha una nuova legge per la prevenzione il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico, ma il piano integrato di attuazione non è ancora stato emanato, malgrado avrebbe dovuto essere completato entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge”.

E’ quanto denuncia il Movimento 5 Stelle del Piemonte che attraverso i suoi consiglieri Giorgio Bertola e Davide Bono ha anche fornito un dossier aggiornato al 2015 sulla situazione nella regione. Dopo la recente sentenza del Tar del Piemonte che ha respinto i ricorsi contro la delibera del Comune di Torino, che tra i pochi ad averlo fatto, interviene in modo più restrittivo sull’utilizzo delle macchinette, “la Regione deve intervenire subito: i comuni hanno necessità di un piano regionale – hanno detto Bertola e Bono – e non possono continuare ad attendere i tentennamenti di Chiamparino.

Per il previsto marchio regionale ‘No Slot’, che era da realizzare entro 60 giorni dall’approvazione della legge – hanno aggiunto – suggeriamo intanto di usare quello creato dai nostri attivisti: un segnale stradale di divieto corredato della classica manopola delle slot-machine. E poi di fare a costo zero un concorso fra gli studenti di materie artistiche e di design, risparmiando i 30 mila euro previsti per il bando”.

Secondo la legge regionale praticamente nessuna delle 25.692 slot presenti nella regione è in regola, a più di 500 metri di distanza da luoghi di culto, scuole o bancomat.

Commenta su Facebook